E dopo i covered bond ora anche il segmento corporate scopre i tassi negativi. Lo riporta Il Sole 24 Ore, spiegando che l’onda lunga dell’apprezzamento dei mercati obbligazionari sta trascinando anche le obbligazioni societarie.
TASSI NEGATIVI – A rompere il ghiaccio il bond in euro della Nestlé, scadenza 2016 e cedola dello 0,75% finito per la prima volta in rosso a – 0,004% nel giorno in cui il rendimento del Bund tedesco è sceso al di sotto di quello giapponese. Ma la società svizzera non è la sola. Oltre ai bond elvetici con scadenza il prossimo maggio scambiati in rosso ci sono quelli tedeschi a due anni insieme a quelli della Finlandia, Austria, Belgio, Francia e Olanda.
LA GIAPPONIZZAZIONE – Cosa sta succedendo? Molti analisti rintracciano la causa nella cosiddetta “giapponizzazione” dei mercati, una distorsione dovuta alle ricadute del quantitative easing deciso due settimane fa dalla Bce e che spinge gli investitori a preferire pagare un rendimento negativo pur di investire i fondi nella sicura Nestlé. Del resto, le scelte per parcheggiare la liquidità a breve termine si sono ridotte da quando l’Eurotower ha deciso di fare pagare un tasso negativo dello 0,2% sui depositi. La corsa ai bond sicuri con rating investment grade come quello del colosso dell’alimentare svizzero che può vantare un merito di credito Aa2, scommette sul continuo apprezzamento di questi titoli al pari dei covered bond che dallo scorso settembre sono scambiati sul secondario con rendimento negativo.