Mps si gioca tutto nei primi tre mesi del 2017

MPS, LA MACCHINA SI E’ RIMESSA IN MOTO – Mentre Pier Carlo Padoan prova la consueta difesa d’ufficio del vecchio piano che avrebbe dovuto portare Mps  (sempre sospeso a Piazza Affari) ad aumentare il capitale di 5 miliardi per poter poi cedere (ad un prezzo fuori mercato, peraltro, ndr) 27,6 miliardi di sofferenze lorde ricavando 9,2 miliardi di euro, la macchina per ricapitalizzare l’istituto per 8,8 miliardi si è già rimessa in moto ma chi si illudeva che il tutto potesse chiudersi in tempi rapidi è destinato a rimanere deluso.

TRE MESI PER POTER RICAPITALIZZARE – Secondo le ultime indiscrezioni saranno infatti necessari almeno tre mesi per completare la nuova operazione. Entro fine gennaio è attesa la fissazione dei dettagli del nuovo piano, che andrà sottoposto alla Bce che avrà 60 giorni di tempo per fare le sue osservazioni e arrivare alla stesura di un piano condiviso. Entro fine marzo dovrebbe quindi partire l’aumento di capitale e la parallela conversione di 2,2 miliardi di obbligazioni subordinate.

SOFFERENZE: CARTOLARIZZAZIONE O BAD BANK? – A quel punto dovrà essere stata presa una decisione su come trattare le sofferenze: procedere ad una dismissione completa, anche in più tranche, dei 27,6 miliardi di sofferenze come da vecchio piano o creare una “bad bank” a cui apportare in tutto o in parte tali sofferenze assieme al capitale necessario a gestirle. In entrambi i casi le sofferenze dovranno uscire, presumibilmente in modo totale, dal perimetro della banca in modo da riportare il rapporto tra i crediti deteriorati lordi e il totale dei crediti lordi sotto la soglia del 20% come richiesto dalla Bce stessa.