Si è chiuso ieri, con una sottoscrizione pressoché integrale, l’aumento di capitale da 13 miliardi di euro promosso da Unicredit, il più grande mai realizzato in Italia. A darne comunicazione, una nota diffusa dall’istituto di piazza Gae Aulenti nella serata di ieri.
Le sottoscrizioni hanno raggiunto il 99,8% dell’offerta di nuove azioni per un totale di 12,96 miliardi di euro di nuovi capitali raccolti.
Un risultato che lascia intendere come il piano di rafforzamento patrimoniale abbia convinto i principali azionisti del gruppo e gli investitori istituzionali, senza il cui contributo non sarebbe mai stato possibile raggiungere il sostanziale “tutto esaurito”.
E ora cosa succede?
I diritti di opzione non esercitati, per un controvalore di poco superiore ai 30 milioni di euro, saranno offerti da Unicredit in Borsa a partire da lunedì 27 febbraio.
Nel corso della prima seduta sarà offerto l’intero quantitativo dei diritti; nelle sedute successive alla prima saranno offerti i diritti eventualmente non collocati nelle sedute precedenti. L’esercizio dei diritti acquistati nell’ambito dell’offerta in Borsa e la conseguente sottoscrizione delle nuove azioni dovranno essere effettuati entro il 6 marzo.
Ciò a meno che l’offerta in Borsa si chiuda anticipatamente a seguito della vendita di tutti i diritti offerti nelle sedute del 27 o del 28 febbraio 2017. In questo caso l’esercizio dei diritti acquistati nell’ambito dell’offerta dovrà essere effettuato anticipatamente, a pena di decadenza, entro e non oltre il terzo giorno di borsa aperta successivo a quello di comunicazione della chiusura anticipata e quindi:
• entro e non oltre il 2 marzo 2017 in caso di chiusura anticipata il 27 febbraio 2017;
• entro e non oltre il 3 marzo 2017 in caso di chiusura anticipata il 28 febbraio 2017.