TASSI USA TORNERANNO A SALIRE DA DICEMBRE – Il “credit tightening”, ossi la riduzione dell’attivo di bilancio della Federal Reserve (salito a 4.500 miliardi di dollari a seguito dei continui acquisti di bond legati ai programmi di quantitative easing lanciati in questi anni), partirà in modo molto prudente, al ritmo di 10 miliardi di dollari di bond che saranno rivenduti sul mercato, dal prossimo mese di ottobre, mentre i tassi ufficiali sul dollaro dovrebbero poter vedere un ultimo ritocco all’insù per quest’anno (nel 2018 la Fed punta a 3 rialzi dello 0,25% l’uno) nell’ultima riunione della Federal Reserve del prossimo dicembre.
PER LE BANCHE LA NOTIZIA E’ POSITIVA – Forti di queste convinzioni, dopo l’esito della riunione del Fomc (il comitato per i mercati aperti della banca centrale americana), gli investitori stamane tornano a comprare titoli del settore finanziario in tutta Europa. A Piazza Affari in particolare dopo circa tre quarti d’ora di lavoro Ubi Banca accende il turbo e guadagna il 3,6% sfiorando i 4,15 euro per azione, mentre Unicredit sale del 2% a 17,82 euro, Bper Banca segna +1,79% a 4,774 euro e Unipol si fa vedere con un guadagno dell’1,54% a 3,82 euro a titolo.
UBI BANCA VALE UNA SCOMMESSA – In particolare nel caso di Ubi Banca (il cui top management ha sottoscritto circa 400 mila titoli per un controvalore di 1,6 milioni di euro, aderendo al piano di incentivazione a lungo termine previsto dal piano industriale 2019/2020) oltre alle attese per un graduale rialzo dei tassi e di conseguenza un miglioramento del margine d’interessi e della redditività del settore bancario, giocano a favore anche le conferme del giudizio positivo (“outperform”, farà meglio del mercato) sia di Mediobanca sia di Exane Bnp Paribas, con prezzo obiettivo rispettivamente di 4,70 euro e 5,40 euro.