Rallenta la corsa del private equity Usa
Dopo un 2017 che ha segnato l’anno più forte dell’ultimo decennio in termini di raccolta di fondi per il settore del private equity americano, nei primi tre mesi del 2018 l’attività di fundraising ha segnato una decisa decelerazione, con “solo” 36,6 miliardi di dollari di nuovi capitali raccolti tramite 55 veicoli finanziari. Di questi i veicoli finanziari da uno o più miliardi di dollari hanno raccolto oltre la metà del totale.
Continua il momento sì per le Ipo
Le Ipo, per contro, hanno rappresentato una modalità di “exit” piuttosto popolare per le società che avevano tra i loro soci finanziatori gruppi di private equity anche in questo primo trimestre, nonostante la volatilità in aumento sui mercati. Le 12 nuove offerte che si sono avute ha Wall Street hanno segnato il terzo più alto controvalore trimestrale totale degli ultimi due anni.
Operazioni “add on” rappresentano il 70% dei casi
Le operazioni di add-on, ossia in cui l’investitore di private equity effettua un’acquisizione per le sinergie che questa può avere con altre società già in portafoglio o perché è dotato di un team manageriale in grado di sviluppare ulteriormente la società preda, hanno pesato per oltre il 70% di tutta l’attività di buyout del periodo. Le strategie “buy and build” (in cui si acquista una società per poi svilupparne la strategia) sono ormai meno comuni che un decennio or sono, perché l’aumento della competizione ha reso il rimborso dei debiti e l’espansione dei multipli meno utili di quanto non fossero all’ora.