Piazza Affari apprezza rasserenamento politico
Non lasciatevi ingannare dalla variazione apparentemente modesta dell’indice Ftse Mib che a metà mattinata segna +0,21% a Piazza Affari. L’attesa per il varo di un governo Lega-M5S (il presidente Sergio Mattarella ha convotato l’incotro con M5S per le 17.30 e quello con la Lega alle 18.00) che potrebbe essere guidato da Giuseppe Conte, giurista che ha studiato sia a Yale sia alla Sorbona e con una forte preparazione nella gestione delle amministrazioni, mentre il ministero degli Esteri verrebbe affidato all’ambasciatore Giampiero Massolo, già capo dei nostri servizi segreti, con Matteo Salvini agli Interni e Luigi Di Maio allo Sviluppo economico e Lavoro, non dispiace ai mercati.
Effetto dividendi pesa per l’1,6%
A pesare sull’indice è semmai lo stacco dividendo di titoli come Generali (0,85 euro per azione, pari al 5,2% di rendimento), Intesa Sanpaolo (0,203 euro per azione, rendimento 6,7%), o Fincantieri (1 centesimo per azione, rendimetno 0,75%). In tutto l’effetto-dividendo pesa per circa l’1,6%, dunque il rialzo degli indici considerati i dividendi sarebbe di circa l’1,8% a metà giornata. Qualche maggiore dubbio continua a pesare sul mercato obbligazionario, dove lo spread tra Btp e Bund devennali sfiora l’1,71% dopo aver toccato un massimo dell’1,753% poco dopo l’avvio della seduta.
Segnali distensivi anche da Usa e Cina
Segnali distensivi arrivano anche dall’estero, dopo due giorni di negoziati tra Stati Uniti e Cina che hanno portato all’annullamento, almeno per ora, di tutti i dazi aggiuntivi sull’inport cinese per un valore complessivo di 60 miliardi e il congelamento della procedura per varare un altro pacchetto da 150 miliardi di dollari. In parallelo la Cina ha cancellato il previsto aggravio dei dazi sull’inport americano per 50-60 miliardi di dollari di controvalore. La trattativa riprenderà a Pechino a breve con una seconda missione americana e la speranza di arrivare a un’intesa che scongiuri eventuali guerre commerciali.