Corea smentisce flat tax su criptovalute
Il ministero per la Strategia e Finanze della Corea del Sud ha smentito una indiscrezione di stampa circolata in questi ultimi giorni riferita all’ipotesi che Seul intendesse introdurre una tassazione del 10% sui capital gain guadagnati su criptovalute. Le voci in questione avevano invece parlato dell’ipotesi di una “flat tax” indipendente dalle dimensioni dell’investimento effettuato.
Ipotesi di tassare capital gain come “altri redditi”
Il quotidiano coreano Chosun citando un “funzionario di alto rango del governo” aveva parlato di decisione già presa rispetto alla quale l’unico aspetto ancora da decidere sarebbe stato “quanto tempo dobbiamo dare agli investitori e quando inizieremo ad applicarla”. Sempre Chosun aveva segnalato che il governo di Seul avrebbe tassato i profitti sulle criptovalute come “altri redditi”, cosa che suggeriva che le criptovalute stesse non venissero giudicate un prodotto finanziario o d’investimento.
Tempi lunghi per definire un quadro fiscale
Il ministero ha poi definito la notizia “spazzatura” dato che offrirebbe una visione “differente dai fatti”. Business Korea ha poi segnalato come probebilmente l’eventuale implementazione di una qualsiasi tassazione richiederebbe “un considerevole periodo di tempo” anche se il governo decidesse di tassare il profitto ricavato dall’intermediazione di criptovalute. Occorrerebbe infatti stabilire un sistema legale per reperire i dettagli di tutte le informazioni fiscali rilevanti dagli scambi di criptovalute nazionali prima di poter applicare un quadro di riferimento fiscale.