Partiti battono onlus nella gara delle detrazioni

DETRAZIONI FISCALI – Le norme introdotte dalla nuova legge per il finanziamento ai partiti rendono le detrazioni fiscali più vantaggiose se la donazione viene fatta a un partito politico, piuttosto che ad associazioni, fondazioni e onlus. La riforma generale, che prevede una graduale cancellazione del sistema attuale basato sui rimborsi elettorali a favore di un finanziamento diretto e automatico da parte dei cittadini, prevede di sostenere la politica attraverso singole e volontarie donazioni in denaro – le cosiddette "erogazioni liberali" – oppure attraverso il "due per mille".

LE QUOTE – Ma è proprio sulle donazioni libere che la disparità di trattamento appare più evidente: a partire dal 2014 si potrà detrarre dalle imposte sul reddito una quota pari al 26% delle donazioni in denaro versate ai partiti, per importi compresi fra 30 e 30mila euro all'anno. La stessa "quota" la potrà scalare chi versa la sua donazione a una onlus, con la differenza però che quel 26% di detrazione verrà calcolato su un tetto molto più basso, ovvero su un massimo di 2065,85 euro. Perciò fino a 2mila euro il trattamento fiscale è uguale ma più si sale è più c'è disparità. In questo modo, se fossero donati 30mila euro a un partito, la detrazione arriverebbe a 7800 euro. Donando gli stessi 30mila euro a una onlus la detrazione si ferma a 537,12 euro. All'incirca 15 volte di meno.

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