L’ANNIVERSARIO – Sono passati cinque anni dal fallimento di Lehman Brothers avvenuto il 15 settembre 2008. Un crollo che ha generato la peggiore crisi economica della storia. Come ricorda Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos, per tenere in piedi gli istituti di credito le banche centrali hanno schiacciato i tassi a zero e immesso liquidità in misura mai vista.
I DATI DEUTSCHE BANK – Un articolo de Il Sole 24 Ore riporta il quesito del famoso blog finanziario americano Zero Hedge che si chiede quanto sia costato rimettere in sesto le banche e far ripartire l'economia. Grazie ai dati contenuti in un report di Deutsche Bank, ecco i risultati: il debito consolidato dei Paesi del G-7 (dove c'è anche l'Italia) è cresciuto di 18mila miliardi di dollari a un record mai visto di 140mila miliardi. Ma attenzione: di questi 18mila miliardi ben 5mila miliardi arrivano dall'azione delle banche centrali del G-7 (ossia Fed, Banca del Giappone, Banca d'Inghilterra e Bce). E solo mille miliardi si devono alla crescita del Pil nominale.
IL NODO DEI TASSI – In altre parole: per ottenere un dollaro di crescita nel mondo sviluppato, sono stati necessari 18 dollari di debiti, 5 dei quali forniti dalle banche centrali. E come nota Deutsche Bank nel report citato da Zero Hedge, l'enorme debito consolidato accumulato negli ultimi anni (pari al 440% del Pil dei G-7) resta gestibile solo se i tassi dei bond governativi non si impennano. Altrimenti sono dolori.