SPESE DA CAPOGIRO – Alla faccia della spending review e dell’impegno a contenere i costi della politica, nel primo semestre di quest’anno a Montecitorio sono stati spesi in totale oltre 109 milioni di euro. A tanto ammonta il totale delle spese ordinate per lavori, servizi, forniture, consulenze e collaborazioni della Camera dei Deputati.
LA NUOVA LEGISLATURA – A calcolare la cifra “monstre” è L’Espresso che sottolinea come più di di 4,3 milioni di euro per la ristorazione (contro i 3,2 del semestre precedente). Oltre 14 milioni per acquisti informatici (rispetto ai precedenti tre milioni). Altri 3,3 milioni per la biblioteca interna (prima erano 445 mila euro). La ragione? L’insediamento della nuova legislatura.
TUTTE LE VOCI – Tra le varie voci della spesa, grande attenzione alcapitolo "competenze dei parlamentari" (prodotti farmaceutici, telefonia mobile, apparecchiature medicali, spese di rappresentanza) arrivava a 256 mila euro: ora la spesa è balzata a 932 mila euro. Ci sono poi i corsi tenuti per preparare al meglio gli onorevoli alla nuova legislatura, con i 200 mila euro stanziati per la formazione linguistica e informatica dei deputati. Ma non finisce qui. A concorrere alla somma finale ci sono voci come "traslochi e facchinaggio", manutenzione degli ascensori, impianti antincendio, la ristorazione, cancelleria e lavanderia.