Mediobanca cambia nuovamente la mappa dei propri soci. Come riportano Il Sole 24 Ore e L’Economia di Repubblica, questa volta ad uscire dai radar dell’istituto è un azionista di data storica del gruppo: la famiglia Berlusconi. Fin dal 2007 infatti, la banca fondata da Enrico Cuccia, aveva nel proprio board Silvio Berlusconi e family. Ieri la holding di famiglia Fininvest ha ceduto ai blocchi l’intero suo 2% a 9,814 euro, pari a 174 milioni.
L’operazione non è passata inosservata a Piazza Affari, Unicredit infatti ha operato come broker. A comprare dovrebbe essere stato Leonardo Del Vecchio, che con la sua holding Delfin è già stabilmente il primo azionista di Mediobanca. Non ci sono conferme ufficiali in realtà, tuttavia la modalità dell’operazione e l’indiscrezione su un compratore unico del pacchetto sono indizi che portano al patron di Essilor-Luxottica. In questo modo porterebbe la propria percentuale al 15,2% dall’attuale 13,2%. «No comment» dal fronte Delfin.
Nessuna sorpresa, se si considera che Del Vecchio ha l’ok di Bce a salire fino al 20% di Mediobanca come socio finanziario. Ma è certamente una mossa destinata a pesare negli equilibri della catena Mediobanca-Generali. Della compagnia assicurativa triestina Mediobanca è primo socio al 13% ma si confronta con il secondo socio, con oltre il 5%, Francesco Gaetano Caltagirone. L’imprenditore romano critica da tempo la linea del Leone guidato da Philippe Donnet. Di Generali, Del Vecchio intanto è terzo socio con il 5%, e a sua volta Caltagirone ha da poco rilevato l’1% di Mediobanca. Inoltre, in questo intreccio di percentuali finanziarie, Del Vecchio è primo socio italiano di Unicredit con l’1,9%.
Tornando a Fininvest. La stessa azienda ha spiegato che l’operazione rientra «in una logica di razionalizzazione e di ribilanciamento del proprio portafoglio di investimenti finanziari». La vendita è avvenuta al prezzo di carico quindi senza registrare perdite o plusvalenze. In 15 anni comunque Fininvest ha incassato 60 milioni di dividendi. L’orientamento della famiglia Berlusconi, secondo fonti vicine alla holding, è quello di diversificare nel settore bancario-finanziario, in un’ottica non industriale.