Il matrimonio tra Unicredi e Mps continua ad essere complicato, ancor più quando attorno all’acquisizione più chiacchierata iniziano a ruotare rumors e pettegolezzi. La questione è chiara e nota: Unicredit potrebbe acquisire la parte sana di Mps, concentrandosi sugli sportelli settentrionali e lasciando invece quelli meridionali a Mcc, appena entrato nella trattiva. In questa prospettiva Unicredit vuole la garanzia dello Stato per eventuali risvolti legali e lo Stato a sua volta dovrà garantire alla Bce il suo disimpegno nella questione entro il 31 dicembre – e l’azione di uscita è particolarmente gradita al governo per continuare a consolidare la fiducia che l’Europa continua ad avere nei confronti dell’Italia.
Su quest’ultimo punto si concentrano i rumors. Secondo indiscrezioni, lo Stato potrebbe mantenere un piede dentro Mps, magari proprio attraverso i due player in campo, ovvero Mcc e Amco. Non solo: dopo Mps il secondo obiettivo di Unicredit sarebbe Banco Bpm e proprio per questo l’istituto guidato da Orcel vorrebbe lasciarsi abbastanza spazio di manovra, anche dopo l’acquisizione di Siena, per passare a questa seconda opzione, molto più gradita a Orcel e decisamente più in linea con il baricentro dell’istituto di Piazza Gae Aulenti.
Ma una nota ai dipendenti, riportata dall’Ansa, a firma dello stesso numero uno di Unicredit tende a smentire le voci: “Il processo di due diligence relativo a Mps procede secondo quanto stabilito dal protocollo d’intesa. Vi esorto a volare più in alto dei pettegolezzi che sentite o leggete, e vi assicuro che continuerò ad aggiornarvi ogni volta che avremo nuove e concrete informazioni da condividere”.