Sembra paradossale, ma il rallentamento dell’economia in atto nell’Eurozona può essere una buona notizia per i mutuatari. Come? Ridimensionando le aspettative di inflazione a lungo termine e dando respiro ai tassi.
Come riporta Il Sole 24 Ore, nelle ultime settimane qualcosa è cambiato, soprattutto in virtù dei segnali di un peggioramento del quadro macro. Gli indici Eurirs – che vengono utilizzati dalle banche per calcolare le rate dei mutui fissi – stanno scendendo. In questa fase di flessione degli Eurirs, importante più che mai è saper individuare le banche più veloci nell’adeguare i nuovi prezzi. Fari che devono restare accesi anche sui mutui a tasso variabile, oggi meno cari rispetto al fisso in partenza ma con prospettiva di peggioramento in caso di ulteriori strette monetarie, come quella attesa per settembre di 50 punti base da parte della Bce.
Il rischio, per i prossimi mesi, è quello di assistere a una “crisi subprime”, cioè con molti mutuatari a basso reddito incapaci di tenere botta all’aumento delle rate variabili. Staremo a vedere.