Consulenti, la lezione di Edison

Articolo a firma di Maria Grazia Rinaldi

Jack Canfield autore e imprenditore americano, nel suo testo, “I principi del successo. Come arrivare da dove sei a dove vuoi essere”, sostiene che tutti possono avere successo nella vita. Il successo non appartiene solo ad alcune persone o categorie.

Impegno e volontà
L’autore afferma a tal proposito: “Ognuno di noi ponendo il giusto impegno e forza di volontà, può avere successo”. Costruire il proprio successo è un percorso, non accade in un attimo, non è questione di fortuna e non serve dare la colpa al destino se non sempre le cose vanno nella direzione sperata. Spesso le persone vogliono diventare professionisti di successo ma in fondo non sanno ancora chi sono o cosa vogliono realmente ottenere. Occorre quindi dapprima prendere in mano le redini della propria vita, guardando dove siamo, dove vogliamo arrivare e avere chiaro il perché lo desideriamo tanto.

Le giuste domande
Provate, mentre leggete, a porvi queste domande, sono certa che alcuni risponderanno di getto e altri dovranno fermarsi a riflettere perché ancora non lo sanno. Quindi prima di fare qualsiasi passo, chiediamoci che cosa rappresenta per noi il successo? Come ce lo rappresentiamo nella mente? La felicità è una questione personale, quello che rende felice uno non è detto che faccia felice un altro. È solo una questione di punti di vista. Non esiste un solo concetto di successo, ma ne esistono tanti quanti sono i sogni delle persone. Il successo si costruisce giorno dopo giorno. Ogni più piccola azione quotidiana è il segreto per avvicinarci al punto che vogliamo raggiungere.

Le difficoltà verso la meta
Non rimandiamo a domani ciò che possiamo iniziare oggi. A volte è proprio la paura del fallimento che ci porta a procrastinare. La paura del fallimento è il più grande ostacolo al raggiungimento del successo. Ricordiamoci che è impossibile avere successo senza fallire mai. Basti pensare al famoso esempio di Thomas Edison che ha fallito più di 5mila volte prima di scoprire come si potesse far funzionare una lampadina.

Insegnamenti dell’esperienza
Quando qualcuno gli chiese come mai avesse fallito così tante volte, lui rispose: “Io non ho affatto fallito, ho identificato cinquemila modi più vicini a quello che funzionerà”. Edison non faceva altro che trovare l’insegnamento nell’esperienza. La paura di fallire ci blocca piuttosto che spingerci all’azione. La paura del fallimento ci fa entrare in un circolo vizioso dal quale uscire potrebbe diventare difficile. Spesso le persone che temono l’insuccesso sono quelle più severe con loro stesse.

Campo ristretto
Occhio alle paure quando restringono il nostro campo di azione, limitano il nostro modo di pensare, inficiano la nostra vita emotiva e condizionano i nostri comportamenti. Dobbiamo prendere consapevolezza che la paura di fallire ci coinvolge totalmente in tutto il nostro essere e ci impedisce di esprimere tutto il nostro potenziale. Non permettiamo alle nostre paure di reprimere i nostri talenti, non lasciamo che spengano la luce di cui possiamo risplendere. Se avremo paura di non riuscire e non agiremo, una cosa sarà certa non riusciremo perché non faremo. Il poeta e scrittore austriaco Ernst Ferstl diceva: “Chi ha paura delle proprie paure è già irrimediabilmente in loro potere”.