Consulenti, le famiglie riscoprono i titoli di Stato

Il mese di giugno è stato uno spartiacque per l’Italia, a causa di cambiamenti che hanno interessato l’economia mondiale nel suo complesso. Si è aperto così uno scenario in cui le famiglie italiane hanno cercato di capire come muoversi per restare a galla.

Come riporta L’Economia de Il Corriere della Sera, c’è da dire che la ripresa italiana, negli ultimi due anni, è stata più forte rispetto agli altri paesi europei, riuscendo a recuperare quanto perso nella prima metà del 2020 e tutto ciò ha consentito ai redditi delle famiglie di tornare su valori storicamente elevati. DI contro, però, resta l’alta inflazione, che erode il potere d’acquisto dei redditi e pone le famiglie di fronte alla necessità di modificare i propri comportamenti, spesso senza ottenere i risultati sperati. Infatti, alla riduzione delle quantità acquistate, il valore della spesa continua a crescere, lasciando le famiglie con meno risparmio.

Il tutto si traduce anche in minori investimenti finanziari. Tra gennaio e giugno 2022, infatti, le famiglie sono riuscite ad investire in attività finanziarie poco più di 25 miliardi di euro di nuove risorse: un valore molto lontano dai 120 del biennio 2020-21. Inoltre, nella prima metà di quest’anno, il patrimonio ha risentito anche delle tensioni sui mercati, sia azionari che obbligazionari, subendo una perdita stimabile in poco più del 7%. In sei mesi, quindi, il valore della ricchezza delle famiglie italiane si è ridotto di oltre 300 miliardi, scendendo intorno ai 4.750.

La prudenza ad investire, però, ha portato alcuni cambiamenti nelle scelte delle famiglie italiane: a quanto pare, sembra essere tornato l’interesse per i titoli di stato italiani, che negli anni avevano sofferto pesanti disinvestimenti. Tra gennaio e giugno, più di 16 miliardi di euro sono stati investiti nei Btp, cercando di trarre giovamento sia dall’aumento dei rendimenti che dalla possibilità di sottoscrivere titoli indicizzati all’inflazione. Le preoccupazioni per l’andamento dei mercati, invece, hanno penalizzato i fondi comuni, con disinvestimenti netti per 4 miliardi, mentre ci sono stati oltre 12 miliardi di investimenti nei prodotti assicurativi e previdenziali. Meno interesse per i depositi, con 9 miliardi in sei mesi, un valore molto distante dagli oltre 85 medi annui del biennio 2020-21. La composizione del portafoglio è quindi cambiata, soprattutto come conseguenza delle tensioni sui mercati.

In generale quindi le famiglie appaiono disorientate, in mezzo ad uno scenario incerto e difficile da capire. Oggi più che mai, infatti, il risparmio merita attenzione, per aiutare le famiglie ad individuare il percorso da seguire verso una gestione più consapevole. Con il perdurare della prudenza, diventa fondamentale accompagnare il risparmiatore, per aiutarlo a scoprire le opportunità che lo scenario nasconde dietro alle complessità.