“Un tempo lavorare in banca era il sogno di molti, mentre invece oggi sappiamo che non è più così”. A dirlo, tramite un post su LinkedIn, è Paolo Martini, ceo di Azimut Holding.
Dati e analisi alla mano, il ceo condivide una riflessione: “Questa inversione di tendenza è confermata anche dagli ultimi dati dell’osservatorio di Finer, secondo il quale solo il 29% dei dipendenti bancari è completamente soddisfatto della propria banca, contro invece il 56% dei consulenti finanziari che però vedono con ottimismo il futuro della loro professione (88%)”.
Nonostante il numero dei dipendenti bancari sia ancora dieci volte superiore a quello dei consulenti finanziari con mandato attivo, sono sempre di più coloro che decidono di dare un cambio alla loro carriera entrando nelle reti di consulenza. Dove, rispetto alla banca tradizionale, trovano un mondo diverso che ha saputo nel tempo evolvere, nei prodotti e soprattutto nei servizi verso la clientela privata ma anche verso le piccole e medie imprese.
“Una bella storia italiana quella a cui stiamo assistendo: dal confronto tra questi due modelli di servizio – reti verso banche – vincerà un nuovo modo di fare private banking e wealth management, che saprà sintetizzare ed esaltare i punti di forza ed eccellenza presenti nelle due attuali realtà, probabilmente ibridandole” si legge nell’analisi dell’osservatorio di Finer. “Lunga vita dunque al private banking italiano ed ai migliori professionisti che ogni giorno si impegnano al servizio dei clienti, delle loro aziende e della nostra economia reale. A vincere sarà il servizio”.