Più regole per gli Esg

Il panorama dei fondi Esg sta attraversando un momento di grandi cambiamenti. Come scrive Il Sole 24 Ore, molti asset manager hanno fatto marcia indietro “declassando” i loro prodotti di fronte all’obbligo di implementare nuovi standard normati in vigore da gennaio, che richiedono di divulgare maggiori informazioni sugli approcci Esg e sui rischi di sostenibilità, oltre a più documenti precontrattuali e relazioni periodiche.

Secondo l’ultimo rapporto di Morningstar, circa 420 prodotti hanno cambiato lo stato SFDR dal settembre 2022, inclusi 307 che sono passati dall’articolo 9 all’articolo 8, pari a 175 miliardi di attività, cioè il 40% della categoria dell’articolo 9 , con altre riclassificazioni in vista. I fondi articolo 8 sono tornati in attivo nel quarto trimestre del 2022, con 10,7 miliardi di nuovi fondi, mentre quelli articolo 9 hanno attirato i flussi più bassi mai registrati, 5,1 miliardi.

L’ultima rilevazione di Finer Finance Explorer evidenzia come l’interesse per gli investimenti Esg tra i consulenti finanziari e i banker sia cresciuto (+17%) in 12 mesi (66% nel 2022 contro il 49% del 2021). Anche tra gli investitori italiani è aumentata la propensione a sottoscrivere fondi Esg. La sensibilità sulle tematiche ambientali è condivisa da tutti, mentre quella relativa all’impatto sociale e alla governance è maggiore tra i clienti più patrimonializzati rispetto ai clienti mass market. Risaputo è anche il grande interesse verso i prodotti Esg da parte dei giovani e delle donne.

In poche parole, quindi, il valore dei fondi Esg nel portafoglio di una clientela con elevate disponibilità dà il valore di quella che è la prospettiva di crescita legata a questo grande cambiamento, oltre ad essere prodotti strutturalmente meno soggetti a volatilità.

Tag: