La vicenda Eurovita continua ad impensierire sia i clienti sia il settore assicurativo italiano, alle prese con un eventuale danno reputazionale. Come scrive Il Sole 24 Ore, quello di Cinven sembra essere un caso isolato, con la solvibilità delle compagnie italiane, che resta molto elevata.
Tutto ciò anche grazie agli incrementi di capitale da parte delle compagnie che si sono resi necessari a seguito del rialzo dei tassi, che ha fatto esplodere le minusvalenze latenti. Capitali che invece l’azionista inglese di Eurovita non ha sborsato, in attesa di firmare un accordo con un nuovo compratore, poi saltato. Un accordo che si è arenato anche perché il compratore – il fondo JcFlowers – avrebbe voluto più
tempo per studiare l’intero portafoglio della compagnia.
Infatti, il rischio riscatti massivi è un tema che riguarda tutto il settore e pare che le interlocuzioni tra riassicuratori, Authority e compagnie su questo punto stiano andando avanti in maniera costruttiva. Ivass sta analizzando almeno due deal e ha dato un primo ok molto importante. Per ora però in Italia non c’è ancora stato il via libera a trattati riassicurativi con Copertura del lapse risk, in quanto si vogliono evitare comportamenti opportunistici. Il problema dell’assorbimento di capitale del Solvency ratio legato al mass lapse risk pare che riguardi soprattutto le compagnie che utilizzano la formula standard, mentre le società più grandi, che adottano un modello interno di calcolo, riescono a mitigarlo meglio.