C’è anche l’introduzione della settimana di quattro giorni lavorativi dietro lo smarcamento di Intesa Sanpaolo dall’Abi nella trattativa sul rinnovo del contratto nazionale. Come riportano le maggiori testate, da gennaio i dipendenti della banca guidata dal ceo Carlo Messina possono scegliere di lavorare quattro giorni invece che cinque. Sulle nuove modalità Intesa ha trovato l’accordo solo con i sindacati che rappresentano i lavoratori delle compagnie assicurative del gruppo (Fisac, First, Uilca, Fna e Snfia). Il personale del settore bancario, quindi, può beneficiare della settimana corta, ma senza la copertura assicurata dall’accordo con le associazioni di categoria.
L’obiettivo della banca è quello di garantire maggiore flessibilità ai 74mila dipendenti, così da migliorarne la produttività. Ecco perché a gennaio Intesa Sanpaolo ha offerto la possibilità di lavorare quattro giorni la settimana invece che cinque. In caso di settimana corta la giornata lavorativa si allunga e diventa di nove ore a parità di retribuzione.
Dal canto loro, i sindacati non si sono detti contrari a questa formula, ma l’accordo con Intesa è saltato su tutto il pacchetto, che comprende anche lo smart working. Le associazioni di categoria, infatti, temono che le nuove modalità portino a un eccessivo sovraccarico del lavoratore; inoltre chiedono flessibilità sulle nove ore lavorative, che potrebbero creare problemi a chi ha figli. L’obiettivo, quindi, è lavorare un giorno in meno senza allungare l’orario.
“Non accetteremo né imposizioni né diktat” ha dichiarato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. “Lavoreremo per trovare una positiva soluzione, in quanto non siamo contrari alla settimana corta, anzi la sosteniamo con convinzione”.
Al momento Intesa Sanpaolo è la prima e unica banca italiana ad aver introdotto i quattro giorni di lavoro. Gli altri istituti, infatti, sembrano preferire lo smartworking. Unicredit ha aumentato a due i giorni di lavoro agile per i dipendenti non a contatto con il pubblico, mentre a chi lavora nelle filiali sono stati concessi cinque giorni l’anno di smart learning (formazione), con l’obiettivo futuro di accrescere ancora la flessibilità. Banco Bpm, invece, ha riconosciuto un premio welfare di 1.500 euro al personale inquadrato nelle categorie delle aree professionali e dei quadri direttivi, oltre ad aver firmato un accordo sul lavoro agile e sullo smart learning con l’obiettivo di promuovere lo svolgimento delle attività formative al di fuori dei locali della banca.