Jackfly, si firma il contratto?

JACKFLY (48a  Puntata)

Tu, Jack, sei seduto da una parte della scrivania perfettamente vuota di Salutti. Dall’altra c’è lui e, al suo fianco, in piedi, l’avvocato Sturli. Quel tale è sempre alla destra di tutti.
Prendi le carte che l’avvocato ti passa e cominci a leggerle.
«La sostanza, La Mosca, è semplice. Noi ci impegniamo a mantenerle l’incarico di area manager per 60 mesi. A sua volta, lei si impegna a non passare alla concorrenza per altrettanti 60 mesi. Chi viola l’impegno pagherà una penale
di un milione di euro. Lei ce l’ha, vero, un milione di euro?»
Sollevi gli occhi dal contratto e guardi l’avvocato. «Non so. Eventualmente, farò una colletta tra gli amici.»
«Ovviamente» continua Sturli, «questo impegno non significa che lei potrà mettersi in panciolle per cinque anni, senza far niente, sicuro di mantenere la sua posizione. La possibilità di risolvere il contratto c’è sempre.»
«In che consiste?»
«Giusta causa, si chiama. Se lei commettesse qualche azione gravissima, sanzionabile dalla Consob…»
«Tipo?»
«Tipo rubarci i soldi, oppure dare un pugno a Mancini durante una riunione mensile.»
«Qualcosa di meno fantasioso?» incalzi.
«Non è così fantasioso che lei prenda a pugni Mancini» interviene Salutti. «So che avete spesso degli screzi. Comunque, sarebbe giusta causa anche il decrescere significativo delle commissioni che produce la sua area.»
«Capisco. E voi?»
«Noi cosa?»
«Voi, dico, cosa dovreste fare per darmi il diritto di sciogliere il contratto?» chiedi.
L’avvocato Sturli piega leggermente le labbra e socchiude gli occhi. Questo sarebbe un sorriso, pensi tu, Jack, e ti rendi conto che la Nattan non rischia nulla. Ma quando l’avvocato sta per rispondere, Salutti gli ruba la battuta: «Quello che
vale per te vale, ovviamente, anche per noi. Se commettessimo contro di te qualcosa di gravissimo, oppure ti diminuissimo le provvigioni senza preavviso e senza ragione, se ti rendessimo impossibile lavorare… Dai, è evidente!»
Tu te ne stai lì, sovrappensiero. Scartabelli il foglio, lo leggi, lo rileggi. Poi fai, a Salutti: «Ma, scusi, noi non ci davamo del lei?»
«Ehm… sì, penso di sì, ma non facciamo contratti come questo tutti i giorni. In un certo senso, il fatto che lo abbiamo accettato ti trasforma in qualcosa di più di un semplice promotore, anche qualcosa di più di un area manager…
direi quasi un socio. Però, se non le va, torniamo al lei.»
«No, no, va bene se ci diamo del tu.»
«Allora, firmi?»
«In fondo, mi sembra che sia voi sia io abbiamo qualcosa da guadagnarci: voi la sicurezza che io non vi pianterò in asso, cosa che so vi sta molto a cuore, io quella che non mi sbatterete fuori dalla porta. Che sta a cuore a me. Cosa abbiamo
da perdere, però?» chiedi, guardando ora Giorgio ora l’avvocato Sturli.
«Da perdere? Mi sembra proprio niente» replicano i due quasi all’unisono.
Sorridi, Jack. Tiri fuori dalla tasca la roller da 500 euro che usi per i contratti dei clienti e firmi. C’è un attimo di silenzio, in cui si sente scricchiolare la penna sulla carta. Poi, improvvisamente, l’atmosfera si fa più
rilassata e c’è voglia persino di fare due chiacchiere.

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*tratto dal romanzo JACKFLY 
(www.jackfly.netdi Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)