JACKFLY (71a Puntata)
Casa La Mosca
Ore 11.00 del 12 ottobre
«Ah, Francesca, Franceschina, puoi star contenta. Sei sistemata. Non devi più preoccuparti.»
«Ah, hai giocato al lotto per conto mio senza dirmelo e hai vinto?»
«Meglio, molto meglio. Ho un colloquio di lavoro.»
«Vuoi dire che forse non finirò sotto i ponti e magari mi pagherai anche gli arretrati?»
«Certo, signora. E magari ci sarà qualcosa anche per questo pisquanello» concludi, dando una pacca sul coppino di Giovanni impegnato al computer.
«Wow!» esclama il ragazzo, senza neanche sollevare lo sguardo dallo schermo. «A proposito, novità?»
«No, niente ancora, Jack. Riesco a leggere i messaggi normali tipo questo che dice che con due promotori di Torino si è interrotto il rapporto di lavoro perché non hanno voluto firmare il patto di non concorrenza.»
«I migliori se ne vanno. Chi vorrebbe rimanere in una banca che ti tiene prigioniero a vita?»
«E poi buttano la chiave, eh? Una vera Banca Alcatraz.»
«Già, proprio così. Bella definizione: Banca Alcatraz, bravo Giovanni.» «Mi immagino già lo spot: campo lungo, sullo sfondo l’isola di Alcatraz, detta anche l’isola degli uccelli. Mentre la macchina da presa si avvicina all’isola, una voce fuori campo: “Se vuoi che i tuoi risparmi siano in una cassaforte inviolabile, in una fortezza inespugnabile, affidali a Banca Alcatraz. Una banca da cui niente e nessuno può fuggire. Neanche i cassieri”.» «Carino. Vedi ’sti ragazzi di oggi come sono brillanti? Chi lo ferma questo qui?» dici, sorridendo con malcelato orgoglio.
«Chi mi ferma? Sono già fermo. Non vado avanti un passo.»
«Nessun progresso sui messaggi cifrati? Beh, lavora tranquillo e non ti preoccupare. Sei comodo; Francesca, qui, ha trasformato la casa in un ufficio che neanche in Nattan ne avevo uno simile. E se ti serve qualcosa non hai che da chiedere. Abbiamo tempo.»
«Sai… devo anche studiare.»
«Ah, già… Come ti sei organizzato?»
«Penso di riuscire a venire più o meno tutti i pomeriggi dopo la scuola per un paio d’ore. Tornerò a casa un po’ più tardi.»
«La mamma cosa dice?»
«Tranquillo, alla genitrice ci ho già pensato. È tutto sotto controllo.»
«Se lo dici tu.»
«Beh» riprende Francesca, rivolgendosi a te, «raccontami di più di questo colloquio.»
«Niente, mi ha ricontattato un tale Cabrini, di Banca Amica. Sembra interessato, e poi mi pare una brava persona. Tra l’altro è un milanese puro sangue, una rarità.»
«Dici sempre che con i milanesi hai ottime relazioni» commenta Francesca. «Già. Forse avrò la rivincita…» «Comunque, cosa farai con la Nattan? Ti sei già licenziato o cosa?»
«Francesca, prima devo trovare una banca che mi faccia una buona offerta. Ho già messo in moto le mie conoscenze per questo.»
«Cosa avete deciso con l’avvocato?»
«Abbiamo deciso di andare in causa. Sosterremo che la banca ha modificato unilateralmente e significativamente gli accordi presi, e quindi ha fatto decadere l’intero contratto. È come se mi avesse licenziato e perciò mi spettano il milione di euro e tutti i riconoscimenti di legge, indennità di fine rapporto e di clientela. Se il giudice non si convincesse di questo, in subordine chiederemo che mi venga riconosciuto il diritto a interrompere il rapporto di lavoro per giusta causa perché le nuove condizioni di lavoro che mi ha imposto la banca mi impediscono di lavorare. Da parte loro dovranno spiegare come possono accusare un loro promotore di concorrenza sleale e tenerselo ancora in banca.»
«In effetti, questo è abbastanza curioso» commenta Francesca.
«Sì, ma l’avvocato è stato chiaro. Se trovano persone pronte a sostenere che volevo portare i promotori di Nattan in Banca Martani sono fritto.»
«Dovrebbero trovare persone che testimoniano il falso.»
«Sembra che con i testimoni falsi si vincano e perdano le cause.»
«Che speranze hai che, alla fine, questo Cabrini ti assuma?»
«Se non riuscirò io a commuoverlo, gli dirò di farlo almeno per te» rispondi ridendo. «A parte gli scherzi, vedrai che ce la faremo. Se hai il tuo parco clienti trovi sempre una banca che ti prende. È solo una questione di tempo, che non ho. L’avvocato mi ha informato che devo iniziare la causa entro 30 giorni dal cambiamento di condizioni, quindi entro il 22 ottobre. Poi sono fatto. Spero solo che la fretta non mi faccia fare l’errore di trovarmi altri farabutti come quelli della Nattan.»
«Lo spero.»
..continua… leggi le puntate precedenti
*tratto dal romanzo JACKFLY (www.jackfly.net) di Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)