In occasione del meeting di Horsham in Gran Bretagna, il governatore della Banca d’Italia e presidente del Financial Stability Board esprime preoccupazione in merito alla situazione del rischio di debito degli Stati e delle banche.
In particolare Il problema delle istituzioni finanziarie troppo grandi per fallire (too big to fail) per Mario Draghi ‘sta peggiorando’. Secondo Draghi, questo porta ripercussioni sulla competività della stessa industria finanziaria che è più concentrata di prima dopo la crisi.
Inoltre ha destare preoccupazione sarebbe la risalita dei tassi di interesse che potrebbero dover salire prima che le banche abbiamo risanato completamente i loro bilanci. “La politica monetaria deve tenere in conto di quanta leva finanziaria si sta creando al di fuori della comunità bancaria regolamentata e deve saperne di più per valutare il modo di funzionamento dei canali di trasmissione degli impulsi monetari” ha detto Draghi. Quindi c’è bisogno di più trasparenza sulle passività delle banche al di fuori dei loro bilanci. E più interesse perché le banche tornino alla propria attività core. In questo per Draghi le banche italiane potrebbero rappresentare un esempio da imitare.
Ma i maggiori timori sono legati al debito pubblico. «La maggior preoccupazione é l’enorme volume di debito corporate e pubblico in scadenza nei prossimi cinque anni». E in particolare nel rispondere a una domanda sul futuro del caso della Grecia il presidente del FSB ha sottolineato: «i debiti bancari sono dell’ordine dei trilioni, ai quali bisogna aggiungere il debito pubblico, allora potrebbe materializzarsi un rischio per i debiti sovrani».