Di Luca Spoldi
A guardare gli ultimi provvedimenti di radiazione comminati dalla Consob da inizio anno si ha la sensazione che in Banca Fideuram sia in corso un’estesa operazione di “pulizia e trasparenza” delle possibili irregolarità compiute da alcuni promotori. Scorrendo l’elenco online sul sito della Commissione presieduta da Giuseppe Vegas saltano infatti agli occhi i nomi di Emanuele Pozzi, reo di essersi fatto firmare assegni in bianco, poi incassati senza autorizzazione, per 257 mila euro; di Rodolfo Bonfanti, radiato per aver trasmesso alla clientela informazioni e documenti non rispondenti al vero, contraffacendo la firma della clientela stessa su modulistica contrattuale; di Gianluigi Valenti, colpevole di aver consegnato false rendicontazioni alla clientela, aver apposto firme apocrife sulla modulistica relativa alle operazioni in strumenti finanziari e aver proceduto alla registrazione informatica dei profili di rischio di alcuni clienti senza aver prima fatto compilare e firmare la modulistica relativa; di Giuseppe Trapani, per aver compiuto più irregolarità acquisendo in modo fraudolento disponibilità della clientela compromettendo la propria affidabilità nei confronti della clientela e dei potenziali investitori; di Cristian Canonico, che si sarebbe fatto firmare assegni in bianco per poco più di 188 mila euro.
Per la cronaca, oltre ai cinque promotori di Banca Fideuram in questi ultimi tre mesi e mezzo Consob ha disposto la radiazione anche di altri tre, tutti colpevoli di varie irregolarità (almeno in un caso, quello di Ferdinando Catapano, tali da causare un danno patrimoniale alla clientela coinvolta, cui il promotore avrebbe acquisito “anche mediante distrazione” oltre 1,91 milioni di euro). Casi che lasciano perplessi i lettori di Bluerating che commentano: “dispiace sempre leggere questi fatti. Purtroppo le pecore nere ci sono in tutte le categorie, il problema è che rischiano di infangarci tutti”. Il che è assolutamente vero e smentisce il luogo comune che solo i professionisti di questa o quella società cadano più facilmente vittima di certi “vizietti” che vanno stigmatizzati con forza. Perché se in alcuni casi può esserci compassione per l’umana debolezza, la certezza del diritto (in primis della clientela, oltre che degli stessi pf e delle loro mandanti) deve rimanere intatta e i comportamenti illegittimi venire sanzionati, pena la perdita di ogni credibilità da parte di migliaia di professionisti onesti che da anni fanno con passione e tenacia questo mestiere in tutta Italia per decine di differenti società.