E’ atteso un utile netto in forte contrazione per UniCredit. Secondo il consenso di 19 analisti, piazza Cordusio dovrebbe archiviare il terzo trimestre dell’anno con un risultato netto di 6 milioni di euro, contro i 334 milioni dello stesso periodo del 2010, mentre per tutto il 2011 l’utile dovrebbe salire a 1,96 miliardi dagli 1,32 miliardi del 2010.Tornando ai conti del solo terzo trimestre, che saranno analizzati dal Cda della banca il 14 novembre prossimo, il margine di intermediazione dovrebbe attestarsi a 5,79 miliardi di euro (6,5 miliardi nello stesso periodo 2010), e il risultato netto di gestione a 491 milioni. Inoltre, almeno secondo quanto riporta Repubblica, è sempre più probabile che con il nuovo business plan UniCredit lancerà un aumento di capitale da 6-7 miliardi di euro.
Le fondazioni avrebbero già dato il via libera ed un nuovo socio estero potrebbe fare il suo ingresso nell’azionariato. Un’operazione di questa entità, commentano gli analisti di Intermonte, porterebbe il cTier1 al 10,5%. “Fino alla settimana scorsa stimavamo per UniCredit una carenza di capitale da 6,5 miliardi di euro, ma, alla luce dei nuovi risultati dello stress test dell’EBA, e di una nuova apertura da parte del regolatore sull’utilizzo di strumenti alternativi di capitale, avevamo abbassato la stima a 2-3 miliardi di euro, in contemporanea avevamo alzato il target price a 1,2 euro”, hanno spiegato gli analisti della sim. Ora, “se la ricapitalizzazione fosse dell’entità anticipata da Repubblica, il target price tornerebbe in area 0,85/0,90 euro per azione”.