Signore e signori, la Mifid Review

Mancano ormai pochi giorni all’appuntamento con il Forum nazionale della consulenza finanziaria. La seconda edizione dell’evento organizzato da Ascosim – l’Associazione delle sim di consulenza – andrà in scena lunedì 19 marzo a Milano, nella sede di Borsa Italiana a Palazzo Mezzanotte, e vedrà la partecipazione di diversi esponenti delle autorità di vigilanza, del mondo accademico e delle associazioni di categoria.

Focus dell’evento sarà l’entrata in vigore – prevista nel corso del 2012 – della nuova versione della normativa Mifid, la direttiva europea che disciplina i servizi di investimento, con attenzione particolare all’impatto che questa potrebbe avere sull’attività del consulente finanziario in Italia, una categoria che oggi comprende diversi soggetti, tra cui promotori finanziari, società di consulenza, consulenti indipendenti e sim di consulenza. Primo tra tutti, l’affermarsi del modello della consulenza indipendente a pagamento, sulle orme di quanto sta succedendo Oltremanica. In attesa del Forum, BLUERATING ha fatto due chiacchiere con il segretario generale di Ascosim, Massimo Scolari, per fare il punto della situazione e riassumere la strada percorsa dall’associazione nell’ultimo anno.

È ormai ai blocchi di partenza il secondo Forum nazionale della consulenza finanziaria. Com’è andata la prima edizione e cosa vi aspettate per quest’anno?

L’anno scorso era la prima edizione, per cui era tutto un po’ una novità. In ogni caso, complice anche l’effetto curiosità, abbiamo avuto una partecipazione importante, penso siano venute complessivamente circa 350 persone. Per quanto riguarda invece l’evento di quest’anno, la curiosità inevitabilmente diminuisce un po’, però abbiamo visto una conferma dell’interesse, almeno a giudicare dal numero di persone che si sono già registrate sul nostro sito web. Credo che i partecipanti saranno circa 400.

Il primo forum era stato pensato per fare una panoramica a 360 gradi sul settore, e aveva costituito un’occasione di confronto tra i diversi soggetti interessati all’attività di consulenza in Italia. Nel 2012 invece, l’evento si focalizzerà più che altro sulla cosiddetta Mifid Review.

Sì, questo è il tema importante, perché da quando nell’ottobre scorso la Commissione europea ha presentato le sue proposte di revisione della direttiva sui mercati degli strumenti finanziari – allo scopo di incentivare la trasparenza e la correttezza negli scambi e di limitare la volatilità dei mercati – è sorto un dibattito tra gli addetti ai lavori, che è proseguito in questi mesi. Il nostro obiettivo è quello di far sfociare nel forum le diverse opinioni che sono state manifestate, soprattutto per quanto concerne la consulenza indipendente così come viene intesa dalla nuova normativa, che è poi il tema più caldo del momento per il nostro settore. Un’altra novità di quest’anno è che abbiamo invitato tra i nostri relatori anche Christopher John Hannant, esponente dell’Association of independent financial advisers (Aifa), la principale organizzazione dei consulenti finanziari britannici. Hannant ci parlerà in particolare dell’evoluzione del settore in Gran Bretagna: in questo modo cercheremo di esplorare la diversa applicazione della Mifid nei vari contesti nazionali.

Come escono secondo lei le società di consulenza italiane dal confronto con quelle di altri Paesi, come per esempio il Regno Unito?

Va evidenziato innanzitutto che i due Paesi presentano situazioni storicamente molto diverse: in Gran Bretagna il settore della consulenza finanziaria è oggetto di regolamentazione fin dagli anni ‘80 e ha costituito un elemento importante del sistema finanziario, inglese. Nel nostro mercato invece, il sistema si è sviluppato più nella direzione dei promotori finanziari: la consulenza è stata infatti liberalizzata fino all’arrivo della prima direttiva Mifid nel 2007. Detto questo, ci siamo accorti che molti dei problemi che ci sono da noi si discutono anche in Gran Bretagna (ad esempio le perplessità sull’affermazione della consulenza indipendente a parcella come unico modello possibile, n.d.r.), per cui un confronto potrebbe fornire spunti di riflessione interessanti.

In che modo la revisione della normativa europea potrebbe impattare sul settore della consulenza finanziaria in Italia?

Nella normativa Mifid 2, il maggior cambiamento riguarda l’introduzione della consulenza indipendente, che si distingue dall’attività di consulenza come viene considerata oggi e che presuppone alcune caratteristiche che i consulenti devono avere”. (In particolare, secondo la Commissione europea, il servizio di consulenza finanziaria assume la qualificazione di indipendente quando l’intermediario valuta un numero sufficientemente ampio di strumenti finanziari disponibili sul mercato e, parallelamente, non accetta alcuna prestazione monetaria o non monetaria da parte dei product provider, il che implicherebbe un nuovo sistema di remunerazione fondato solo sulla parcella pagata dal cliente, ndr. ) . Ad esempio, il divieto di percepire l e commissioni sulle retrocessioni era già in parte previsto dalla Mifid, ma la Mifid 2 ha rafforzato questo principio, un cambiamento che avrà un’importanza notevole in Italia come anche in altri Paesi, non ultima la stessa Gran Bretagna, dove è in atto la cosiddetta Retail distribution review, invocata dalla Financial services authority britannica nel 2006 per riformare il mercato dei servizi finanziari retail britannici, e che sarà effettiva a partire dal gennaio 2013.

Per concludere: quali sono i progetti di Ascosim per il prossimo futuro?

Abbiamo avviato negli ultimi tempi una riflessione sulla consulenza nei confronti degli enti previdenziali, dei fondi pensione e delle casse di previdenza, che riteniamo dovrebbe essere prestata da enti regolamentati, a tutela dei partecipanti ai fondi. Abbiamo già comunicato la nostra posizione e il nostro obiettivo è quello di illustrarla anche agli stessi fondi pensione. Inoltre c’è l’IT Forum di Rimini, a cui parteciperemo con un convegno o con una tavola rotonda, anche se i dettagli sono ancora da definire.