Opzioni di investimento diversificate, sostenibilità degli utili e solidità patrimoniale. Questi i fattori che hanno consentito a Banca Generali di concludere il 2011 con un risultato positivo, nonostante il difficile contesto economico. Parola del presidente Giovanni Perissinotto che, nel corso dell’Assemblea degli azionisti, riuniti a Trieste per approvare il bilancio, ha ricordato come la banca abbia registrato l’anno scorso un utile netto di 73,4 milioni di euro, contro gli 82,2 milioni dello scorso esercizio.
Un dato, quello riferito al 2010, che però aveva beneficiato di 6 milioni di poste fiscali straordinarie legate all’affrancamento dell’avviamento e degli attivi immateriali. Al netto di queste voci, sottolinea il group ceo del Leone di Trieste, “l’utile del 2011 è diminuito di un contenuto 4% anno/anno, un risultato positivo a mio avviso, dato il quadro in cui è stato realizzato. Ciò è stato possibile grazie al fatto che il modello di business di Banca Generali è in grado di adattarsi alle più diverse circostanze, puntando sull’attività di consulenza finanziaria svolta dalle reti di professionisti e sulla disponibilità di ampie e diversificate opzioni di investimento attraverso la piattaforma prodotti esistente”.
Proprio queste caratteristiche, continua il presidente, “hanno consentito alla società di confermare nel 2011 la capacità di crescere e realizzare una raccolta netta positiva nonostante le difficili condizioni di mercato. Nell’anno la raccolta netta complessiva è stata pari a 1.260 milioni di euro, sostanzialmente in linea con l’anno precedente, in cui però si erano avute condizioni economiche più favorevoli. Segnalo in particolare che ben 500 milioni sono stati raccolti nel quarto trimestre 2011, ovvero nel periodo con la minore visibilità sulle prospettive dei mercati finanziari”. Un altro elemento sottolineato da Perissinotto nei risultati 2011 è la sostenibilità degli utili.
“Nel 2011 Banca Generali si è concentrata sulla crescita delle voci di ricavo ricorrenti (commissioni di management e margine d’interesse in primis) e su una attenta azione di contenimento dei costi operativi, rimasti invariati nell’anno. Queste due azioni hanno consentito di compensare l’impatto negativo dei mercati finanziari sul conto economico, legato alla sensibile riduzione delle voci ad essi riconducibili, ovvero commissioni di performance e ricavi da trading, scese infatti del 70% nel periodo. Il risultato di queste dinamiche ha portato ad una maggiore solidità degli utili realizzati, un elemento importante per tutti gli azionisti perché garantisce maggiore visibilità e stabilità alla remunerazione futura del loro investimento”.
Terzo elemento su cui il presidente ha richiamato l’attenzione è infine la solidità patrimoniale, con un Tier 1 Capital all’11,1% a fine 2011 (dall’11% del 2010) e un Total Capital Ratio al 12,8% (dal 13,0 % del 2010). “Vorrei inoltre sottolineare che in controtendenza rispetto al sistema bancario, Banca Generali nel 2011 ha aumentato il volume di credito verso la propria clientela dagli 850 milioni del 2010 a circa un miliardo di euro, con l’obiettivo di consolidare e sviluppare le relazioni di lungo periodo con la propria clientela e al tempo stesso di diversificare i propri impieghi”. Date queste premesse, il cda della banca propone agli azionisti l’approvazione di un dividendo di 0,55 euro per azione, “confermando la tradizionale politica di dividend pay-out nell’intorno dell’80% dell’utile generato”.