La saga JP Morgan continua. Secondo quanto riporta il New York Times, le perdite registrate dal colosso bancario Usa – finito nell’occhio del ciclone qualche giorno fa dopo aver ammesso un “buco” da due miliardi di dollari in sole sei settimane per scommesse andate male – sarebbero aumentate negli ultimi giorni del 50%, ovvero di un altro miliardo di dollari. La Fed sta esaminando il crescente rosso della banca e la scommessa originale che l’ha causato. Nel mirino anche il comportamento del chief operating officer, che avrebbe esposto la banca a rischi inappropriati per un istituto con depositi assicurati a livello federale. Intanto due azionisti di JPMorgan hanno fatto separatamente causa alla banca e all’amministratore delegato, Jamie Dimon, per le perdite.
La prima azione legale è stata avviata in da parte di un fondo dell’Arizona, che punta a rappresentare tutti gli azionisti che hanno perso soldi con il brusco calo di JPMorgan in Borsa dopo l’annuncio del rosso. Il secondo caso riguarda un singolo investitore che chiede danni a Dimon, al consiglio di amministrazione e ad altri manager della banca. Le azioni legali arrivano mentre l’Fbi conferma l’avvio di un’indagine preliminare sulla perdite dell’istituto e Bruno Michel Iklis, la ‘Balena di Londra’, il trader con una posizione così grande da influenzare il mercato dei credit default swap, si appresterebbe a lasciare la banca. Un’indiscrezione riportata dal New York Times, secondo il quale i tempi dell’uscita di Iklis non sono comunque ancora chiari. L’addio della balena di Londra seguirebbe le dimissioni di Ina Drew, responsabile degli investimenti dove le perdite sono state realizzate.