UTILE SOTTO LE STIME – UniCredit ha chiuso il secondo trimestre del 2012 con un utile netto di 169 milioni di euro (1,1 miliardi nel semestre), in calo del 66,9% rispetto a un anno prima e sotto le previsioni del consenso di 23 broker, che avevano scommesso su 302 milioni di euro. Anche il margine di intermediazione ha ritracciato del 3,2%, attestandosi a 6,2 miliardi a fronte di costi operativi in calo del 4,6% a 3,7 miliardi. Il cost/income scende di quasi un punto al 59,9%. Nel corso del trimestre, segnala Piazza Cordusio, sono stati effettuati accantonamenti su crediti per 1,9 miliardi con un incremento su anno del 62,2%. Sul fronte patrimoniale infine, il Core Tier 1 è al 10,4% con un incremento di 8 punti base rispetto a fine marzo, grazie alla gestione dei “risk weighted asset”. Il gruppo ha già completato il 68% del piano di finanziamento del 2012, pari al 78% del funding plan italiano. Al 30 giugno UniCredit deteneva 41 miliardi circa di titoli di stato italiani, ammontare stabile rispetto a fine marzo.
IL COMMENTO DI GHIZZONI – “Nonostante il rapido peggioramento del contesto economico mondiale, nel secondo trimestre 2012 il margine operativo lordo di UniCredit mostra una buona tenuta, sostenuto dal dinamismo che caratterizza l’attuazione del programma di riduzione dei costi previsto dal Piano strategico”, ha commentato Federico Ghizzoni, a.d. della banca. “Il margine d’interesse tiene bene, nonostante il rallentamento dei volumi commerciali, mentre UniCredit raccoglie i frutti prodotti dal modello aziendale diversificato; ulteriore miglioramento anche del rapporto crediti su depositi. Il calo dell’utile netto è da imputare in particolare agli accantonamenti su crediti, con un rapporto di copertura in complessiva crescita in Italia nel trimestre. Il miglioramento della redditività operativa nel primo semestre attesta i continui progressi del turnaround in Italia”.
NUOVO MODELLO ORGANIZZATIVO – Piazza Cordusio ha annunciato inoltre – a seguito della decisione del cda dello scorso 10 luglio – il lancio di un progetto di revisione del suo assetto organizzativo che dovrebbe essere portato a termine entro fine 2012 In particolare il progetto prevede la creazione di un’organizzazione più snella, processi decisionali più semplici e una migliore efficienza operativa in linea con il piano strategico e i requisiti normativi vigenti. Inoltre è in programma la trasformazione della maggior parte delle filiali della rete da filiali principali (fully-fledged)a sportelli “Cash Light”e “Cash Less”.
ACCORDO CON L’AGENZIA DELLE ENTRATE SU OPERAZIONE BRONTOS – UniCredit informa infine che in data odierna ha definito le controversie attualmente in essere con l’Agenzia delle Entrate riferentesi al trattamento tributario applicato ad alcune operazioni di finanza strutturata poste in essere dal Gruppo negli esercizi 2007, 2008 e 2009. Tra queste operazioni di finanza strutturata è ricompresa l’operazione “Brontos”, così denominata dalla controparte Barclays Bank Plc. “UniCredit, pur convinta della correttezza dell’operato proprio e dei propri esponenti e dipendenti anche cessati, anche con il parere favorevole dei consulenti incaricati, ha aderito ai cosiddetti “istituti deflattivi del contenzioso”, al solo fine di mitigare gli oneri ed i rischi connessi con la durata e la complessità dei procedimenti tributari e minimizzare l’impatto delle eventuali sanzioni. Tale definizione comporta un costo complessivo per imposte e sanzioni di 264 milioni di euro che sarà assorbito con l’utilizzo degli stanziamenti costituiti nei periodi precedenti”, ha fatto sapere la banca.