Mifid 2, Un nuovo modello di business della distribuzione

La nuova direttiva comunitaria introduce un regime di consulenza fee-based che apre spazi di crescita a canali distributivi diversi da a quelli attuali. Al pari della Retail distribution review (Rdr), che diventerà operativa nel Regno Unito entro la fine del 2012, anche la Mifid 2 promette di rivoluzionare il modello di business della distribuzione a livello europeo, in termini sia di una maggiore trasparenza sia di una scelta più efficiente relativamente ai prodotti su cui investire.

Il tutto a vantaggio del cliente finale, come evidenziato da un’indagine condotta tra i distributori a livello europeo da Fund Buyer Focus (FbF), società di ricerca con sede a Berlino specializzata nel mondo del risparmio gestito. Il draft del secondo livello della Mifid (Markets in financial instruments directive), pubblicato a ottobre 2011, affronta due punti fondamentali sulle pratiche distributive: il primo riguarda l’iniziativa inglese sulla revisione dei modelli distributivi al retail, con l’eliminazione delle commissioni di retrocessione; il secondo fa riferimento ai tied agent che hanno un unico rapporto con il fornitore, facendo una netta distinzione tra chi esercita una consulenza indipendente e chi no.

La nuova direttiva introduce un regime di consulenza fee-based che diversifica creando opportunità soprattutto per gli Independent financial advisor (Ifas). Le banche dovranno fare i conti con una migrazione da un processo di selezione dei fondi basato sulle commissioni a uno fee-based. Un processo oneroso che potrebbe spingerle a scegliere la migrazione dei clienti verso i prodotti di casa. Deutsche Bank ha già annunciato che la controllata Postbank tornerà a un modello di business ad architettura chiusa. E anche altri potrebbero seguire l’esempio di DB.