Mediobanca, l’a.d. Nagel incassa la fiducia del cda

FIDUCIA UNANIME NELL’ESITO DELLE INDAGINI – Il cda di Mediobanca si schiera con l’a.d. Alberto Nagel, dichiarandosi fiducioso all’unanimità sull’esito delle indagini giudiziarie legate alla vicenda Unipol-FonSai, che vedono il manager indagato dalla Procura di Milano per ostacolo all’attività di vigilanza in relazione a un presunto patto occulto con la famiglia Ligresti nell’ambito dell’operazione di integrazione a quattro con la compagnia bolognese. I consiglieri di piazzetta Cuccia, riunitisi ieri, hanno infatti approvato il modo in cui Nagel ha gestito gli aumenti di capitale di Fondiaria Sai e Unipol, e il sostegno è arrivato anche dai soci esteri. I rappresentanti del socio Vincent Bollorè (6% del capitale) hanno aggiunto da parte loro che non è mai stata in discussione, e non è all’ordine del giorno, la scissione delle partecipazioni. Per quanto riguarda i movimenti nell’azionariato, è emerso che la quota di Mediobanca detenuta da Fondiaria Sai dovrà essere venduta entro fine 2013.

PARTECIPAZIONI STRATEGICHE
– Intanto il grande tema che gli azionisti di Mediobanca affronteranno nei prossimi mesi sarà il riassetto dell’istituto anche in merito alla collocazione delle partecipazioni strategiche, ha riferito un consigliere della banca al termine del cda. “In questa riunione non se n’è parlato, ma il grande tema dei prossimi mesi sarà il riassetto della banca e in quest’ottica bisogna valutare anche dove collocare le partecipazioni”, ha spiegato. “Mediobanca è importante a livello nazionale ma a livello internazionale ha meno vie di accesso al funding rispetto ai competitor”.

IL COMMENTO DEGLI ANALISTI – “Ci attendiamo che il piano di Mediobanca di riduzione delle partecipazioni possa procedere in modo spedito”, hanno commentato gli analisti di Websim: “la società ha l’obiettivo di scendere dall’attuale 13,2% in Generali a circa il 10% per limitare l’impatto negativo sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’introduzione dei nuovi principi contabili”.