UNA PROPOSTA PER L’ALBO – I consulenti finanziari sono stufi di aspettare. Così, a due anni dalla stesura di un’ipotesi di piano economico-finanziario per l’avvio dell’Albo – un lavoro, questo, a cura del tavolo istituito dalla Consob con le Associazioni di categoria – Nafop, l’Associazione nazionale dei consulenti finanziari indipendenti, presenta in una nota una “spending review” allo scopo di dimostrare come oggi questo registro sia “economicamente sostenibile, addirittura autofinanziabile”.
L’IPOTESI DI AUTOFINANZIAMENTO – “Tra le varie ipotesi di copertura finanziaria iniziale”, spiega il presidente di Nafop Cesare Armellini, “c’è per esempio l’iscrizione biennale dei soli nostri associati – professionisti che operano da molti anni – che coprirebbe l’impegno finanziario massimo risultante dal piano”. Nafop fa sapere di avere già provveduto a inviare il documento a governo, Consob e ministero dell’Economia, confidando che entro breve avvengano le nomine dell’Organismo di vigilanza, che si occuperebbe dell’organizzazione delle prime prove valutative d’accesso.
UN’ATTESA LUNGA QUATTRO ANNI – “È uno scandalo che il mancato avvio dell’Albo, che aspettiamo da oltre quattro anni, sia ancora addebitato a un problema finanziario palesemente inesistente che era stato stimato in circa due milioni di euro”, dichiara Armellini. “Con questo lavoro di spending review, abbiamo sciolto ogni dubbio: la sostenibilità finanziaria del registro non è un ostacolo, infatti tutto è completamente autofinanziabile”.