VERSO IL BRASILE – Le banche svizzere, secondo quanto riporta Bloomberg, sono alla ricerca di punti d’appoggio in America latina, dove i gestori patrimoniali offrono costi inferiori e tassi d’interesse più elevati. Tradotto: sono sempre meno i super-ricchi della regione che si recano a Ginevra e Zurigo per gestire i propri soldi.
INVESTIMENTI DOMESTICI – In Brasile, per esempio, ci sono sempre più opportunità di investimento “domestico”. “Chi in passato era abituato a depositare i propri risparmi a Ginevra, ora non lo fa più. Sono pochissimi i brasiliani che spediscono soldi all’estero”, ha spiegato Albino Winkelmann, direttore di Banco Bradesco, il secondo più grande finanziatore del Paese che ha sede nella città di Osasco. “Le persone stanno diventando sempre più ricche”, ha dichiarato Gustavo Raitzin, responsabile per l’America Latina per il gruppo Julius Baer. “Una classe emergente dei consumatori vuole fare investimenti liquidi e hanno bisogno di banche private e gestori patrimoniali, in particolare in Brasile.”
SCENARI FUTURI – Questo nuovo approccio sta cambiando il business di colossi finanziari come Ubs, Credit Suisse e altre banche svizzere, che nel secondo scorso custodivano le fortune di proprietari di piantagioni e grandi magnati del settore minerario. Ora gli istituti della Svizzera si ritrovano a dover cercare acquisizioni in un mercato come quello dell’America latina che gestisce oltre 3mila miliardi di dollari, cifra destinata a crescere entro il 2016, secondo la società di ricerca Boston Consulting Group.