Citigroup, una cordata di azionisti lancia l’ipotesi spezzatino

PROGETTO SPEZZATINO – Una cordata di azionisti di Citigroup chiede lo “spezzatino” del colosso bancario, accusato di eccessiva lentezza nella riorganizazione delle attività. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, a proporre all’assemblea dei soci lo scorporo di uno o più business del gruppo sarebbe stato il fondo Trillium Asset Management – con un miliardo di dollari in gestione compresi 182mila titoli Citi – a nome di “una variegata cordata di azionisti che va da un gruppo di suore, le Sorelle Benedettine di Mount St. Scholastica, al fondo pensione del sindacato dei dipendenti pubblici locali Afscme”, scrive il quotidiano di Confindustria.

LA PROPOSTA DELLA CORDATA DI AZIONISTI – Secondo gli azionisti, Citi deve recuperare almeno 50 miliardi di dollari di valore, cioè la differenza tra quanto il gruppo afferma che i suoi asset valgono e quanto invece oggi li valuta il mercato. E per farlo, secondo la cordata che ha presentato la proposta, deve abbandonare la veste di banca considerata troppo grande per fallire, diventata una zavorra per la performance. “I progressi di Citigroup verso una semplificazione e una riduzione del rischio nel business sono stati lenti e incompleti”, ha detto il chief executive di Trillium, Matthew Patsky. La cordata lancia quindi un appello al board, chiedendo di nominare una commissione speciale di esponenti indipendenti per esplorare il progetto di spezzatino.