SOSPENSIONE CAUTELARE – Sospeso dall’Albo in via cautelare per un anno, come risulta dalla delibera della Consob numero 18359, Paolo Porisiensi. Il promotore finanziario trevigiano era stato raggiunto quest’estate da un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta per riciclaggio ed esercizio abusivo di attività finanziaria in cui sono spariti oltre 250 milioni di euro raccolti in Italia con la promessa di generosi interessi (il 10%) tramite investimenti in banche svizzere.
LA TRUFFA – La decisione della Consob fa seguito a una nota del 3 agosto 2012 della divisione tutela del consumatore, che ha trasmesso copia di alcuni articoli di stampa riguardanti una “maxitruffa ai danni di un centinaio di risparmiatori, che sarebbe stata posta in essere da Porisiensi in concorso con altri soggetti”. Più in particolare, dagli articoli “risultava che il promotore finanziario fosse stato sottoposto alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari”. Per questo motivo, la commissione ha sospeso Porisiensi per un periodo di un anno dall’esercizio dell’attività di promotore finanziario.
IL MADOFF DELLA MAREMMA – Nell’inchiesta riguardante il promotore finanziario – che è rientrato in Italia dall’estero, dove si trovava, e si è messo a disposizione dell’autorità giudiziaria – è coinvolto anche l’americano Robert Da Ponte (il cui vero nome è Robert Moore). Per l’ex direttore della società svizzera Rothsinvest (non autorizzata a fare intermediazione finanziaria in Italia), ribattezzato il “Madoff della Maremma”, la procura di Firenze ha chiesto il giudizio immediato.