REGOLAMENTO FINANZA – I ministeri del Lavoro e dell’Economia hanno approvato in via definitiva il Regolamento per la gestione e l’impiego delle risorse finanziarie della Fondazione Enasarco, in gergo Regolamento Finanza. Lo comunica la stessa Fondazione. Il Regolamento contiene regole precise riguardo a procedure, controlli e limiti delle attività per l’impiego e la gestione delle risorse finanziarie della Fondazione Enasarco. Per quanto riguarda le procedure e i controlli, è stabilito un percorso in quattro tappe: verifica delle opportunità di investimento attraverso il Servizio Finanza, con il ricorso a consulenti solo nel caso di operazione complesse e solo come strumento di sostegno e non sostitutivo delle responsabilità degli uffici; verifica di compatibilità dei rischi finanziari attraverso la Funzione Controllo del Rischio; approfondimento della proposta definitiva d’investimento a cura di un ristretto Comitato Investimenti; decisione finale del cda.
LIMITI DI CONCENTRAZIONE – In aggiunta, per gli investimenti sono previsti anche significativi “limiti di concentrazione”, in modo da ridurre l’esposizione verso singoli gestori o per specifici prodotti d’investimento, che troveranno applicazione per tutte le nuove operazioni, mentre per quelle passate che eccedessero uno o più limiti di concentrazione è prevista una progressiva riduzione affinché siano ricondotti all’interno di tali limiti entro pochi anni dallo scadere dei vincoli di lock up. “Non possiamo che essere soddisfatti del traguardo raggiunto”, commenta il presidente Brunetto Boco. “Si tratta di un altro, rilevante, tassello di quell’opera di autoriforma di Enasarco che stiamo portando avanti con metodo e risultati nella direzione di un’accresciuta e via via più significativa efficienza e trasparenza nella governance della cassa e dei suoi investimenti. Il Regolamento Finanza“, aggiunge Boco, “costituisce la bussola più efficace per la migliore e più appropriata allocazione delle risorse della Fondazione, a tutela e garanzia dei contributi degli iscritti e delle pensioni di coloro che sono in quiescenza”.