BANCHE E SIM OPERATIVE IN ITALIA – Continua a calare in Italia il numero delle sim e degli intermediari bancari autorizzati alla prestazione di servizi di investimento. Secondo quanto si legge nella relazione annuale presentata nei giorni scorsi dalla Consob (qui il discorso del presidente Giuseppe Vegas), nel 2014 il numero delle banche si è ridotto dalle 629 del 2013 a quota 605, mentre le sim sono passate da 94 a 87.
UN CALO CHE PROSEGUE DA SEI ANNI – La riduzione del numero di banche autorizzate alla prestazione di servizi di investimento prosegue dal 2007, ricorda la Commissione: il calo è stato pari al 16% in sei anni, quando se ne contavano 725. Si riscontra inoltre una elevatissima concentrazione nel mercato dell’intermediazione mobiliare bancaria: basti pensare che il 28% della clientela complessiva è riferibile alle prime tre banche (49% riferibile alle prime dieci banche). Considerando invece i gruppi bancari, i due terzi dei clienti serviti da intermediari bancari sono riferibili a dieci gruppi.
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L’ALBO DELLE SIM – Nel dettaglio, si legge nella relazione Consob, per quanto riguarda l’Albo delle sim, nel corso del 2014 si sono registrate otto cancellazioni (in prevalenza conseguenti a uscite volontarie dal mercato) e una sola nuova iscrizione. Il numero di società fiduciarie iscritte nella sezione speciale dell’Albo è rimasta invece stabile a quattro. A fine 2014, le imprese di investimento comunitarie autorizzate a operare in Italia mediante stabilimento di succursale, incluse nel relativo elenco, risultavano 57 (58 a fine 2013), con sette iscrizioni all’elenco e otto cancellazioni nel corso dei 12 mesi.
FONDI IN CRESCITA – Tendenza inversa invece per il settore del risparmio gestito: nel corso del 2014 infatti, evidenzia Consob, il patrimonio riferibile ai prodotti collocati in Italia ha continuato a crescere, passando dai 1.225 miliardi di euro a fine 2013 a 1.410 miliardi (+15%), grazie al significativo incremento della raccolta netta. A quest’ultima hanno contribuito soprattutto i fondi comuni promossi da intermediari italiani e le gestioni patrimoniali individuali, che fino al 2013 avevano registrato flussi negativi o sostanzialmente nulli. Da segnalare infine la crescita dei fondi esteri commercializzati in Italia, che lo scorso anno sono saliti a 4.151 dai 4.074 di fine 2013 nonostante sia calato a 342 il numero di società estere autorizzate a commercializzare i propri prodotti in Italia (364 alla fine del 2013).
