Banche, il risiko potrebbe costare 110 poltrone

I TAGLI – Sforbiciata in vista per le banche italiane: secondo quanto rivela CorrierEconomia, il processo di consolidamento del sistema bancario del nostro Paese potrebbe costare la poltrona a 110 amministratori. La sola fusione tra Banco Popolare e Bpm potrebbe richiedere il sacrificio di 32 poltrone; ma se si prendono in considerazione tutti dieci istituti che potrebbero rientrare nel risiko delle fusioni (oltre alle due già citate, ache Mps, Ubi, Carige, Popolare di Sondrio, Creval, Bper, Popolare di Vicenza e Veneto Banca) il totale sale. In tutto i dieci istituti sommano 185 consiglieri di amministrazione: se le fusioni portassero alla nascita di cinque nuove banche, ciascuna di queste potrebbe essere amministrata da cda composti da 15 membri (secondo le indicazioni inviate dalla Bce per la fusione Bpm-Banco). In questo modo basterebbero 75 consiglieri per far funzionare gli istituti: ed ecco che 110 degli attuali rischiano di diventare di troppo.