Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali, è fiducioso sulle prospettive di interazione tra il mondo delle imprese italiane e i risparmiatori nostrani. Lo si apprende da una recente intervista rilasciata a Il Giornale, dove il manager della società evidenzia il ruolo di supporto al dialogo che Banca Generali può svolgere in tal senso: “Io credo che chi fa il mio mestiere nella gestione del risparmio deve farsi parte attiva. Le nostre Assogestioni e Assoreti possono essere un punto di riferimento istituzionale. Nel nostro piccolo, come Banca Generali stiamo avviando per primi un percorso di questo tipo avvicinando i capitali di clientela qualificata a investimenti che coinvolgono finanziamenti a imprese italiane non quotate. Il tutto tramite una piattaforma specializzata come quella di Credimi e la collaborazione della struttura di Elite di Borsa Italiana”.
Certo, poi servono anche gli strumenti giusti che mettano in comunicazione domanda e offerta. E in tal senso i nuovi Pir potrebbero essere ancora migliorabili dal punto di vista del profilo fiscale: “I Pir sono stati una buona idea e di sicuro hanno creato i presupposti per aumentare le quotazioni in Borsa e aprire il capitale delle imprese. Ma poi le risorse si limitano alle società quotate. Quindi diciamo che i Pir hanno avvicinato le pmi al capitale di rischio, ma dei 23 miliardi raccolti finora ben poco è realmente andato alle pmi perché il sistema non è strutturato per investire in titoli illiquidi. E poi c’è un tema fiscale”.
Vero, perchè i Pir prevedono l’esenzione dalle imposte dopo 5 anni. Ma si potrebbe anche osare di più “L’agevolazione fiscale rischia di creare un’aspettativa che viene rimandata ad una variabile futura, dipendente dai mercati e dalla congiuntura. Mi spiego: con i Pir lo Stato garantisce l’esenzione sulle plusvalenze che è sicuramente uno stimolo interessante, ma potrebbe esserlo ancor di più cercare di garantire i risparmiatori anche di fronte al rischio di una perdita. La detrazione delle minusvalenze avrebbe un forte impatto e introdurrebbe un concetto di protezione positivo per la pianificazione a lungo termine” ha concluso Mossa.