Caso dividendi, Unicredit sotto la lente del fisco

Il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz lo aveva definito uno “scandalo”. Ieri si è arricchito di un nuovo capitolo. Come riporta La Stampa, la polizia tedesca ha perquisito gli uffici di Francoforte di Deutsche Boerse e della sua controllata Clearstream nell’ambito dell’inchiesta nota come frode “cum-ex”. Sarebbero coinvolti fondi di investimento globali, come BlackRock, e le grandi banche, compresa la filiale tedesca di Unicredit. Intanto l’Agenzia delle Entrate, come si apprende dall’ultima semestrale, ha chiesto chiarimenti all’istituto di Piazza Gae Aulenti sulle detrazioni Irap del 2010 e 2011, riguardo 70 milioni di euro relative a dividendi percepiti. 

Il meccanismo “cum-ex” vede accordarsi tre soggetti: il proprietario delle azioni, il venditore allo scoperto e l’acquirente. Consiste nel vendere azioni a ridosso dello stacco del dividendo (“cum”), con consegna subito dopo il pagamento del dividendo (“ex”). In questo modo, entrambi si facevano rimborsare la tassa sui dividendi che in Germania è al 25%. Dal 2001 al 2011, quando la normativa è stata modificata, con questo meccanismo sono stati sottratti miliardi al fisco per cui Unicredit Ag, la ex Hvb, ha pagato sanzioni per 19,8 milioni di euro. A fine 2018 il caso è ripartito e, spiega La Stampa, il nuovo filone coinvolgerebbe ancora Unicredit Ag: questa volta l’indagine riguarda gli scambi di Etf, sempre con il doppio rimborso della tassa sui dividendi.