Entro luglio arriverà l’offerta, poi se l’assemblea degli azionisti di Ubi accetterà, prenderà il via l’aggregazione con Intesa Sanpaolo. Solo se l’operazione otterrà il via libera definitivo allora avranno effetto gli accordi vincolanti presi con Bper per la vendita di 400-500 filiali e con Unipol per la cessione di alcune attività assicurative. È questa la tabella di marcia dichiarata dal ceo di Intesa, Carlo Messina, durante la conferenza stampa con gli analisti organizzata per spiegare l’operazione che ieri notte ha scosso il mondo bancario italiano. Il manager snocciola i numeri di quello che potrebbe diventare, dice, il terzo campione europeo per utile netto (l’obiettivo è di 6 miliardi di utile netto al 2022). Il piano prevede, tra le altre cose, l’uscita volontaria di almeno 5 mila dipendenti (definita una stima conservatrice), nel conto sono comprese 300 persone di Ubi che hanno già raggiunto l’accordo con i sindacali, mille di Intesa già previste e le altre arriveranno dagli incentivi messi a disposizione dalla banca. Il gruppo si è tuttavia impegnato ad assumere un giovane ogni due uscite (quindi almeno 2.500 assunzioni).
Il ceo di Intesa, a precisa domanda, ha detto di non aver intenzione di vendere le proprie case prodotto: “Noi non vogliamo vendere, altri attori vendono i gioielli per avere il capitale per pagare dividendi, noi acquisiamo fabbriche prodotto per controllare il 100% di queste fabbriche prodotto”.
“Questa acquisizione non è amichevole dal punto di vista tecnico”, ha detto lo stesso Messina nel suo intervento conclusivo, “ma non avevamo possibilità di fare questa acquisizione in modo diverso. Pensiamo che il management di Ubi sia forte. Victor Massiah è un ceo molto forte, Letizia Moratti è un presidente forte. Hanno un approccio positivo dal punto di vista bancario e dell’esg, e da questo punto di vista l’integrazione è amichevole. Io in questo momento parlo a tutte le persone di Ubi e voglio parlare a loro, dal primo giorno di questa operazione, come a persone che fanno parte di questo gruppo e che avranno opportunità di crescita all’interno di questo nuovo campione”.