Consulenti, in bilico tra risiko bancario e nuova concorrenza

L’affare tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca potrebbe non essere l’unica tappa del risiko bancario in corso sul mercato italiano. Il prossimo dossier caldo si preannuncia essere Mps, capogruppo di Banca Widiba che ha una rete di oltre 500 consulenti finanziari. Come riporta MF Milano Finanza, nei mesi scorsi lo Stato, che tramite il Ministero dell’economia e delle finanze è azionista al 68,2%, avrebbe sondato a livello di interesse il Banco Bpm, registrando però una certa freddezza.

Sui mercati, comunque, gli analisti sono convinti che qualcosa si muoverà una volta archiviata la pratica Intesa Sanpaolo Ubi. Secondo alcuni, Mps potrebbe essere protagonista di una maxi-operazione a tre, con protagonista Banco Bpm o Bper. C’è poi sullo sfondo anche Unicredit, che per ora, tramite le parole del ceo Jean Pierre Mustier, dice di essere concentrata sulla trasformazione digitale. Tuttavia, voci di corridoio sempre più insistenti darebbero come possibile una fusione tra Piazza Gae Aulenti e Banco Bpm.

Sotto traccia, insomma, qualcosa si muove. Fusioni e alleanze, da un lato, possono voler dire riorganizzazioni interne, con conseguenze dirette sia sui bancari dipendenti sia sulle reti di consulenti finanziari. In questo senso, è interessante lo spunto fornito da un post su LinkedIn di Sondra Ferri Marini, head hunter specialista nella selezione per reti di consulenza finanziaria: “Le fusioni sono diventate inevitabili”, ha scritto la professionista commentando il risiko bancario in atto, “Ovviamente portano in dote chiusure di filiali bancarie, demansionamenti vari, portafogli riassegnati alla Rete acquirente come da sempre accade per evitare sovrapposizioni di ruolo. Il Professionista dipendente che in banca gestisce il portafoglio clienti ha solo due scelte nel futuro immediato: attendere che ne sarà del suo futuro in filiale o mettere a disposizione la sua Professionalità in Rete. A voi la scelta”. Se così fosse, molti dipendenti bancari si troverebbero a dover migrare verso le Reti come porto d’approdo post aggregazione. Questo avrebbe conseguenze dirette sul mercato della consulenza finanziaria, per il semplice fatto che la concorrenza aumenterebbe. Con esiti tutti da decifrare.