Generali, svolta vicina per il cda

Potrebbe arrivare mercoledì la nuova composizione della lista del cda di Generali. In questa data, riporta Il Sole 24 Ore, pare che al posto dei dimissionari Caltagirone, Bardin e Pucci verranno presentati 3 nuovi membri, da inserire nella lista definitiva votata dal cda e sottoposta all’assemblea il 29 aprile.

Il percorso, però, ha un altro nodo cruciale, ovvero la declinazione dei possibili scenari rispetto l’esito del voto assemblare sulle liste. In ogni caso, sono emerse due differenti interpretazioni sul tema degli equilibri e del rispetto delle minoranze.

La prima riguarda Maurizio Irrera, Ordinario di diritto commerciale all’università di Torino, nonché vicepresidente della federazione Crt. “Laddove la lista degli amministratori non sia di maggioranza, ma classificata al secondo posto, mi pare incongruo possa esprimere amministratori di minoranza, non essendo riconducibile a nessun minoranza azionario”. In sostanza, per Irrera, se la lista del board dovesse arrivare seconda non avrebbe diritto ad alcun consigliere.

Un concetto, quest’ultimo, parzialmente condiviso anche dall’avvocato Dario Trevisan, nonostante giunga ad un esito ben differente. “La lista di minoranza ha come principale caratteristica quella di eleggere un numero adeguato di amministratori indipendenti, con una funzione integrativa e di complementarietà rispetto alla lista di maggioranza, in modo da assicurare una maggiore board diversity”.

Rispetto a tutto ciò resta la posizione di Generali, chiamata da Consob a sciogliere il nodo nei documenti che saranno predisposti in vista dell’assemblea.