In linea con il periodo e a causa dell’inflazione, anche il costo dei conti correnti sta aumentando, soprattutto quello dei depositi tradizionali, che in sette mesi è salito in media del 6,7% e che per le famiglie può arrivare a significare anche + 150 euro.
Come riportato da L’Economia de Il Corriere della Sera, i rincari hanno riguardato soprattutto le spese fisse, rispetto alle posizioni operative come i bonifici. A crescere sono stati più i conti classici rispetto a quelli online, con un aumento dell’1,75% e restano più convenienti, con medie intorno ai 30-40 euro.
I dati sono stati estrapolati da un’indagine svolta da Altroconsumo proprio per L’Economia: lo studio ha preso in considerazione i conti con le migliori condizioni dei maggiori istituti di credito, nella banca dati da 388 prodotti dell’associazione indipendente dei consumatori. Sono stati analizzati tre profili di cliente, secondo la classificazione della Banca d’Italia: le famiglie con operatività media (228 operazioni in un anno), i giovani (164) e i pensionati (189 operazioni).
Per quanto riguarda le Reti, per le famiglie con conti tradizionali si piazzano molto bene Credem, CheBanca! e Bnl Bnp Paribas, con un buon risultato raggiunto anche da Poste Italiane. Sui conti online e alternativi, invece, Widiba si prende il secondo posto, davanti anche a Fineco.
Relativamente ai giovani, sui conti tradizionali troviamo in classifica Credem, CheBanca!, Bnl Bnp Paribas e Deutsche Bank, tutte subito dietro a Poste Italiane, che si aggiudicano il secondo posto. Per i conti online, invece, Banca Mediolanum ottiene il secondo posto come migliore piazzamento, in una classifica che vede più staccate anche Fineco Bank e Widiba.
Chiudono lo studio i pensionati, che sui conti tradizionali vedono in buona posizione Credem, CheBanca! e Bnl Bnp Paribas, tutte però battute ancora da Poste Italiane che si aggiudica la seconda posizione. Per i conti alternativi la migliore è Fineco, che si posiziona davanti a Widiba.
“In un mondo in cui c’è la crescita dei tassi delle banche centrali e quella dell’inflazione, anche i tassi sulle forme di risparmio tendono a crescere” ha dichiarato Gianfranco Torriero, vicedirettore generale dell’Abi. “Ma il conto corrente non può essere considerato una forma d’investimento, è diventato una piattaforma di beni e servizi”.