Per il Monte dei Paschi di Siena è iniziata la settimana più lunga e difficile. L’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, infatti, è destinato a cambiare definitivamente volto alla banca più antica al mondo.
Come scrive L’Economia de Il Corriere della Sera, le incognite restano ancora molte, ma Lovaglio sembra aver trovato la quadra. Il governo italiano controlla il 64,23% della banca senese e Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro, è al fianco del piano che Lovaglio cerca di attuare. Rivera è pronto a staccare un assegno da 1.605.750.000 euro, che copre pienamente la quota parte di capitale in mano pubblica. All’appello, però, mancano poco meno di 900 milioni di euro. La quota di capitale in mano al pubblico indistinto di risparmiatori si aggira attorno al 25% del capitale.
Le banche che hanno sottoscritto impegni di pre-underwriting (Bank of America, Citi, Credit Suisse e Mediobanca) vogliono vederci chiaro e chiedono conferme dal mercato. Come già ampiamente illustrato, tra i soci in prima fila ci sono Axa e Anima, partner anche industriali di Mps. La questione cruciale è nella volontà di Anima di legare la partecipazione all’aumento a una revisione degli accordi industriali in essere, mentre Lovaglio vuole mantenere le mani libere per poter meglio gestire l’eventuale aggregazione in un altro gruppo bancario, che dovrebbe completare il disegno di privatizzazione di Mps con l’uscita dello Stato italiano dal capitale.
In generale, comunque, Axa e Anima potrebbero mettere sul piatto una cifra vicina ai 250 milioni di euro, circa la metà di quanto vogliono vedere le banche partecipanti al consorzio. Per il rimanente, all’operazione dovrebbe partecipare anche Denis Dumont, Hosking e Algebris.
Per completare l’opera, Lovaglio sta cercando la disponibilità di fondazioni e di casse previdenziali, in quanto per il ceo può essere una buona opportunità di investimento in un’ottica di medio termine.
La data cruciale è quella di sabato 12 novembre. Poche le alternative come data di inizio: il 17 o il 24 ottobre. Circa la sottoscrizione degli impegni, ottenuta la costituzione del consorzio, Mps riunirà il consiglio di amministrazione per l’approvazione degli ultimi dettagli. Mercoledì 12 ottobre verranno poi presentate alla Consob le integrazioni al prospetto informativo dell’aumento di capitale, ultima data utile per permettere di aprire l’aumento di capitale lunedì 17.
Se tutto andrà per il meglio, tra una settimana il passo più importante sarà stato fatto. Per arrivarci, però, bisogna trovare almeno 400 milioni di euro entro domani e ottenere il via libera della Consob, atteso tra giovedì e venerdì.