Goldman Sachs si prepara ad affrontare le nuove sfide della finanza e delle tensioni economiche, riorganizzando e compattando le sue divisioni, riducendole da quattro a tre.
Come scrive Il Sole 24 Ore, a essere riassorbita sarà innanzitutto l’attività Marcus, che finirà in gran parte nella nuova divisione Asset and Wealth Management dedita alla gestione patrimoniale.
Gli altri due pilastri diventeranno la Global Banking and Markets – motore del gruppo grazie a investment banking e trading adesso sotto lo stesso tetto – e la Platform Solutions, divisione ombrello dei servizi digitali.
Nel 2020 erano nate le quattro divisioni attualmente al centro della riforma: Investment banking, Global Markets, Consumer and wealth managemente Asset management.
“Entriamo nella prossima fase della nostra crescita, introducendo un riallineamento dei nostri business che ci consentirà di capitalizzare ulteriormente sul modello operativo di One Goldman Sachs” ha dichiarato l’amministratore delegato David Solomon. La nuova riorganizzazione sarà operativa da dicembre.
L’attenzione sarà quindi posta agli attuali e potenziali clienti Marcus raggiunti attraverso canali aziendali, come i dipendenti di grandi società già con legami di business con Goldman, oppure attraverso la gestione patrimoniale. Abbandonati, invece, i tentativi “di cercare di acquisirli a livello di massa”.
L’obiettivo è quello di “razionalizzare” la spesa: Marcus ha in atto anche partnership con Apple e con General Motors, che verranno inglobate nella divisione digitale Platform Solutions, e offrirà inoltre alle imprese servizi basati sul cloud.
Da inizio anno, il titolo della banca a Wall Street è in perdita; in generale, nell’ultimo trimestre, Goldman ha riportato profitti scivolati del 43% a 3,07 miliardi, pari a 8,24 dollari per azione contro i 7,95 previsti. Anche le entrate sono calate del 12% a 11,98 miliardi battendo però le anticipazioni.
Il gruppo ha sofferto l’attività di banca d’investimento, con l’inaridirsi di collocamenti: la flessione è stata del 57% a 1,58 miliardi. Nel trading, il reddito fisso ha invece contribuito 3,53 miliardi alle revenue, un rialzo del 41% compensando il declino nell’azionario, del 14% a 2,68 miliardi. L’asset management ha visto le entrate calare del 20% a 1,82 miliardi; la Consumer & wealth management ha guadagnato il 18% a 2,38 miliardi.
“Bisogna essere cauti, in quanto la possibilità di una recessione negli Stati Uniti è reale” ha concluso Solomon.