Banche, stop alle fusioni. Aumentano vendite e scissioni

Dopo l’era delle grandi fusioni bancarie, nel 2022 in Europa si è registrato uno stop alle grandi aggregazioni bancarie. E dalle due principali riorganizzazioni in atto, quella di Credit Suisse e di Hsbc, emerge piuttosto una strategia opposta che va verso i de-merger o le scissioni di attività. Come riporta Il Sole 24 Ore, il caso più emblematico è quello dell’elvetica Credit Suisse: dopo le difficoltà degli ultimi anni, infatti, ha varato un piano di riassetto che di fatto stravolge la strategia di crescita dei trenta anni precedenti.

Un percorso simile quello intrapreso negli ultimi due anni dal colosso anglo-asiatico Hsbc, alle prese con le richieste del primo azionista cinese Ping An di scissione degli asset occidentali da quelli asiatici che fanno perno su Hong Kong. Dopo decenni di crescita tramite acquisizioni, Hsbc ha ceduto di recente sia la banca controllata negli Usa che quella in Canada.

In generale, la lista delle banche europee uscite dagli Usa è lunga. Più che a nuove fusioni e acquisizioni, infatti, le banche europee sembrano dedite a dirottare capitali ai buyback, puntando ad aumentare la redditività per gli azionisti e tentare di riportare le quotazioni almeno al livello del patrimonio netto. Nel vecchio continente, chi ha dovuto fare ristrutturazioni ha dovuto pensare a vendere attività. Un trend che sembra destinato a proseguire, soprattutto con una recessione alle porte.