Nella vita professionale di Pier Paolo Balboni (nella foto), classe 1954, bolognese, fondatore di iFintech, ci sono due costanti che lo hanno accompagnato per tutta la carriera.
La prima è l’interesse per la tecnologia fin dagli albori dell’era di internet, quando i rapporti tra i clienti e i consulenti finanziari venivano ancora regolati per lo più da documenti cartacei, senza nulla di elettronico o digitale. Sarà stato per i suoi studi giovanili da programmatore ma, fin da allora, Balboni aveva chiaro in mente che con la tecnologia si potevano fare grandi cose, anche e soprattutto nel mondo finanziario e del risparmio, che aveva indubbiamente bisogno di una accelerazione digitale.
La seconda costante che lo ha accompagnato in tutta la carriera è la profonda conoscenza del mondo delle reti dei consulenti finanziari, avendo mosso i primi passi lavorativi in Dival, società pioniera della “Financial Advisor” in Italia, dove si sono formati personaggi del calibro di Ennio Doris.
Tecnologia e consulenza sono dunque un connubio che è alla base dell’ultima avventura professionale di Balboni che, con la sua iFintech, sta esplorando tre diversi filoni di business.
Il primo è nato dal sodalizio tra lui e Antonio Mazzone, altro grande conoscitore del mondo delle reti, con il quale ha maturato un’idea, partendo da un interrogativo semplice: “Ci siamo semplicemente chiesti”, dice Balboni, ”perché non può esistere la figura di un procuratore dei consulenti finanziari e dei private banker sia che abbiano partita iva che dipendenti di bbanca
Si tratta di un professionista che riceve dal financial advisor un vero e proprio mandato per trattare in suo nome con le reti che cercano nuovi professionisti al mercato “. iFintech si pone dunque come soggetto “facilitatore” nella fase di matching tra domanda e offerta di lavoro anche se offre ai consulenti un valore aggiunto attraverso un ampio spettro di servizi.
“L’utilizzo dei social network per questo tipo di attività è fondamentale”, dice il fondatore di iFintech, sottolineando anche l’offerta di attività di formazione attraverso una accademia “iFintech Academy” che fra qualche mese avrà il suo inizio. “Oggi anche la professione del consulente finanziario si trova a gestire un grave problema di ricambio generazionale a causa dell’innalzamento dell’età media dei professionisti”, aggiunge Balboni. “C’è dunque bisogno di formare nuove leve ma anche di dare nuove competenze a chi è ancora in attività, visto che il mondo digitale sforna di continuo innovazioni su innovazioni “.
Le attività di iFintech non si limitano però agli ambiti appena descritti. La società ha infatti un business diversificato che spazia anche in altri due campi. Attraverso iFintech Vehicle One, Balboni e la sua squadra di specialisti ed analisti, si dedicano alla ricerca di aziende innovative e hanno dato vita ad un nuovo servizio di consulenza multidisciplinare per start up e pmi dall’alto potenziale di crescita. Poi c’è un terzo filone di business che ha la sua estensione a livello geografico fuori dai confini nazionali, sulla piazza di Dubai.che vuole diventare il primo polo finanziario mondiale È lì che ha sede iFINTECH DMCC, che fornisce servizi sul Metaverso, la nuova dimensione del Web 3.0 che si affermerà nei prossimi anni con la diffusione dei visori tridimensionali e della realtà aumentata VR di nuova generazione.