Banche, tra vecchi rischi e nuove regole

Hanno iniziato gli Stati Uniti, ha seguito l’Europa. Dopo la crisi bancaria della statunitense Silicon Valley Bank, il vento di tempesta è arrivato anche nel Vecchio Continente, contagiando in breve tempo diversi istituti, primo tra tutti Credit Suisse.

Ma non solo: dall’annuncio del crack di Svb, anche Deutsche Bank si è trovata in difficoltà, perdendo oltre il 23% in borsa. Ad accompagnare nella negatività sono state anche Societé Generale (-27%), Banco Sabadell (-25%) e Bankinter (-26%). Se è vero che l’Italia non risentirà di ciò che sta accadendo negli Usa, si può dire lo stesso, in generale, per l’Europa e i suoi istituti? A quanto pare, non così tanto.

I mercati restano preoccupati, e i principali rischi nell’Eurozona riguardano 5 punti. Il primo è quello sui derivati, l’esposizione sul mercato immobiliare americano, le perdite potenziali, la tenuta dei depositi e i titoli AT1.

In generale gli Stati Uniti stanno vivendo un nuovo momento di crisi, sotto vari aspetti e in vari settori, e l’Europa – poco o tanto – purtroppo ne risentirà. Dal canto loro, però, gli americani si stanno muovendo per cercare di contenere la situazione, attendo le mani avanti anche per eventuali situazioni future.

Infatti, i vertici di Fed, Fdic e Tesoro sono stati convocati davanti ai senatori Usa per una audizione, in cui si sono diesi affermando che “le Authority non hanno vigilato” e spostando quindi il problema verso un argomento di più ampio respiro come il “fallimento della supervisione”.

In generale, però, i convocati hanno promesso di fare chiarezza su controlli ed errori nelle varie regolamentazioni, negli ultimi anni indebolite per legge e per prassi. E’ stato anche reso noto che Fed e Fdic stanno conducendo indagini interne per fare luce su diversi aspetti entro la data del primo maggio.

Una cosa è però certa: senza dubbio serviranno regole più stringenti circa i requisiti di capitale e liquidità. Sempre la Fed ha annunciato che irrigidirà normative e verifiche ancora prima che vengano approvate nuove leggi, oltre a punire gli executive bancari ed esaminare il quadro finanziario per valutare ogni rischio eccessivo sopratutto legati ai tassi. Da parte sua, invece, il Tesoro ha messo l’accento sull’importanza dei giri di vite prudenziali, sottolineando anche come occorrerà prevenire simili fallimenti in futuro.

Difendendosi sull’operato nella vicenda Svb, i regulators hanno chiesto una clausola sulle crisi sistemiche, in primis per salvaguardare gli ingenti depositi e garantendo loro la copertura integrale oltre il tetto per legge di 250mila dollari.