ESORDIO POSITIVO – Esordio con il botto a Piazza Affari per Banco Bpm: il titolo della terza banca italiana, nata ufficialmente l’1 gennaio dalla fusione tra il Banco Popolare e la Bpm, ha chiuso la sua prima seduta di contrattazioni con un rally del 9,08% a 2,498 euro, tra scambi pari all’1,7% del capitale. Ma perché il debutto brillante non si consumi in una fiammata occorrerà misurare nel tempo la capacità del consigliere delegato Giuseppe Castagna di realizzare gli obiettivi del piano industriale (che prevede 1,1 miliardi di utili al 2019) e di mantenere l’impegno, concordato con la Bce, di smaltire 8 miliardi di crediti deteriorati entro la fine del 2018 (di cui 1 già ceduto lo scorso anno). Nei prossimi mesi il vertice di Banco Bpm lavorerà alla creazione di un ’nocciolo duro’ di azionisti che possa dare stabilità al management della banca. Il tema, a quanto si apprende, è al centro dell’attenzione del presidente, Carlo Fratta Pasini, ed è stato oggetto di qualche confronto informale anche in occasione del primo consiglio di amministrazione, tenutosi il 1 gennaio a Verona.
ATTESA PER LA BCE – Il bacino dei soggetti che potrebbero unire le forze per sostenere il vertice di Banco Bpm include gli storici imprenditori che sono stati a fianco del Banco Popolare, come Sandro Veronesi e la famiglia Bauli, alcune fondazioni (come Carilucca e Cariverona), Unipol, con cui dovrebbero essere prolungati gli accordi di bancassicurazione. Il ceo Giuseppe Castagna, che con gli investitori ha sempre avuto un buon feeling, sarà invece chiamato a trovare sostegno nel mercato. Altro tema caldo sono le ispezioni della Bce sul portafoglio crediti sia della Bpm che del Banco Popolare. Un riscontro da Francoforte potrebbe arrivare attorno a metà mese. In ambienti vicini al Banco Bpm si respira fiducia sull’esito degli accertamenti, pur con il margine di incertezza che connota tutti gli interventi della Bce, mentre si esclude che l’Eurotower possa costringere l’istituto a un nuovo aumento di capitale.