Jack e la rabbia di un promotore

JACKFLY (22a Puntata)

Santini interviene, mentre beve un sorso del suo aperitivo: «Le piace la casa? Sono contento. Peccato che ce la prenderanno. Ma che lei sappia, ci sbatteranno fuori subito o prima ci toglieranno tutti i mobili?»
«Luca, cos’hai stasera?». Michela è agghiacciata. Sorride, guardandoti, ma la voce lascia trapelare irritazione, smarrimento, incertezza. «Cos’ho? Niente, figurati» risponde Santini. «Volevo soltanto chiedere al nostro caro amico La Mosca, che ci ha
messo in questo casino, se pensa di poterci aiutare a pagare le prossime rate del mutuo. Perché, vedi, io non credo proprio di farcela.»

«Adesso basta, Luca!» La voce di Michela si è fatta più acuta, ma anche più decisa. «Non so cosa ti prende, ma ti prego di
smetterla. Ingegner La Mosca, ci scusi, la prego.»
«Ma signora, cosa dice?» Poi, guardi Santini. Lui ha continuato a darti del lei. Non vuole stabilire un contatto. Ma tu insisti: «Dai, Luca, te l’ho già detto. Le cose si sistemano. Troveremo un modo. Dobbiamo solo pensarci un attimo…»
«Un attimo? Vuole ancora pensarci un attimo? Io non ho più attimi. Lo sa che in Nattan mi stanno facendo terra bru-
ciata intorno?»
«Ma cosa dici?» insorgi.

«Dico quel che so e che è vero. Già non mi vedevano di buon occhio. E ora, con questa spazzatura delle Niscagi che non ho venduto a nessuno hanno decretato la mia condanna a morte.»
Tu e Michela vi guardate perplessi. Michela è lontana dal  marito. Forse potrebbe andare verso di lui, abbracciarlo. Ma non ci riesce. Rimane ferma, irrigidita con il bicchiere in mano. Guarda te che sembri più smarrito e sorpreso di lei.
Cerchi di recuperare in qualche modo: «Dai, smettila. Come fai a dire che in Nattan ti hanno fatto terra bruciata, se so benissimo che tutti ti stimano e ti apprezzano? E poi, questa storia delle Niscagi… Com’è possibile che ricevi pressioni per venderle se a me, che sono l’area manager, non hanno detto niente?»

Santini sorride
. Appoggia il bicchiere sul mobile e sorride. È come se, all’improvviso, avesse preso le distanze dalle cose, come se avesse riacquistato il controllo. E cambia decisamente tono. «Scusatemi. Mi rendo conto che sono problemi di cui è meglio non parlare a tavola. Magari dopo. Tanto più che Michela ha preparato una quiche favolosa. Vero, amore mio?»
Anche Michela fa presto a recuperare: «Ma certo. Adesso è proprio il momento di mettersi a tavola. Accomodatevi, io intanto vado in cucina». Si avvia verso la tavola imbandita, mostrandoti il tuo posto. La stessa cosa fa con il marito, che si è accodato: «Siedi anche tu, Luca. Io arrivo subito».

«Beh, però manca qualcosa, non trovate?» fa notare Luca.
«Cosa?» chiede la moglie.
«Il vino. Ci siamo dimenticati di portare su il vino.»
«Non preoccuparti, per me possiamo anche farne a meno» dici poco convinto. Michela si ferma sulla soglia della cucina.
«Niente paura, amore, tu rimani qui ancora un istante con Jack, ma prima dammi un bacio.»

…continua…                    leggi le puntate precedenti          

*tratto dal romanzo JACKFLY 
(www.jackfly.netdi Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)